Anche Arlacchi smentisce Misiti

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L'europarlamentare critico verso il segretario regionale del partito per i giudizi sulla Regione: «Il centrosinistra ha fallito, occorre un ricambio della classe dirigente». Sul dimissionario Misiti: «La sua è una posizione inspiegabile»

Il Quotidiano della Calabria, 29 giu.2009

di Michele Albanese

«Non c'è alcuna polemica, c'è solo una posizione inspiegabile di Aurelio Misiti». Commenta così l'europarlamentare gioiese Pino Arlacchi. Il terremoto che sta investendo l'Italia dei Valori dopo l'intervista concessa al Quotidiano da Aurelio Misiti. «Noi - spiega Arlacchi, prendendo le distanze dal dimissionario segretario regionaie del partito – l'abbiamo sempre detto che alle prossime elezioni regionali occorre puntare su una grandissima operazione di rinnovamento. Ecco perché le dichiarazioni di Misiti appaiono del tutto personali e assolutamente controtendenza rispetto a quello che il partito pensa».

REGGIO CALABRIA - «Non c'è alcuna polemica, c'è solo una posizione inspiegabile di Aurelio Misiti». Taglia corto il neo europarlamentare di Italia dei Valori, il gioiese Pino Arlacchi, sul terremoto che sta investendo il suo partito dopo l'intervista che l'ormai dimissionario segretario regionale di Idv ha concesso al Quotidiano sulla quasi scontata candidatura da parte di Agazio Loiero alle regionali del prossimo anno. «Noi, - premette Arlacchi, prendendo le distanze dall'ex presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici – l'abbiamo sempre detto che alle prossime elezioni regionali occorre puntare su una grandissima operazione di rinnovamento. Ecco perché le dichiarazioni di Misiti appaiono del tutto personali ed assolutamente in controtendenza rispetto a quello che iI partito pensa sulla situazione in cui si trova la nostra regione. La Calabria è in condizioni pietose. A partire dalla sanità». Proprio su questo punto Arlacchi affonda il suo attacco a Loiero ma anche a Marco Minniti. «Ma come si fa ad affermare - spiega l'europarlamentare - come fanno iI presidente della giunta regionale e lo stesso Marco Minniti che l'annunciato commissariamento di questo settore sia un provvediinento punitivo per la Calabria e i calabresi. Un settore nel quale convivono strani intrecci affaristico-mafiosi che devono assolutamente essere rimossi. Se Ia gente scappa per curarsi altrove, se i servizi sono carenti e se c'è un buco grande come una montagna, come si fa a bollare come punitivo il provvedimento del governo. Chiaro the lo sfascio della sanità calabrese va anche al di là di Loiero e trovale radlci negli anni anteriori dell'attuale governo regionale anche se lui - sottolinea - è ormai Iì da quattro anni e solo adesso ha adottato provvedimenti che non possono essere che tardlvi. Il vero problema - rilancia Arlacchi - è che questa classe dirigente e quelle precedenti hanno fallito portando la sanità alla bancarotta. Per questo motivo la posizione di Misiti è stupefacente. Voglio ricordare a chi l'ha dimenticato che nella nostra regione vi sono stati omicidi eccellenti e mi riferisco a quello del vicepresidente del consiglio Franco Fortugno maturato sullo sfondo la sanità calabrese. Già dimenticata - si chiede ancora Arlacchi - Ia relazione venuta fuori sull'Asl di Locri dopo l'omicidio di Fortugno?». Giusto, quindi, per Arlacchi, il commissariamento della sanità calabrese, anche se tiene a chianire come II provvedimento minacciato del governo nazionale: «non è legato a vicende poiltiche o di schieramento perché qualsiasi persona corretta di fronte ad uno sfascio del genere prenderebbe una posizione come quella che ha preso Sacconi».

Insomma le vedute diverse all'interno di Italia dei Valori continuano a dispiegarsi con estrema virulenza. «Il problema non è De Magistris - attacca ancora Arlacchi - perché davanti alla crisi nella quale si trova la Calabria non si può non pensare di attivare e subito correttivi tivi efficaci che risanino la sanità e rilanciano un nuovo progetto di governo. E il primo di tutti è il completo rinnovo della classe dirigente rimuovendo coloro che hanno governato la regione nelle ultime legislature legati ad intrecci affaristici e comitati d'affari. Proprio la Calabria e la Campania rappresentano l'idea del fallimento dei governi che si sono succeduti.» Poi Arlacchi torna su Misiti e ribadisce: «E' una persona per bene. Proprio per questo mi sono meravigliato della sua uscita. Ie sue valutazioni contraddicono il pensiero di tutto il partito. Le questioni di fondo su cui stiamo discutendo rappresentano la premessa di base con cui noi di Idv vogliamo rilanciare in Calabria una nuova idea di governo. E se dicendo queste cose abbiaano raddoppiato i voti vuol dire che siano sulla strada giusta. Da calabrese eletto in Calabria ritengo - conclude Arlacchi - che per cambiare positivamente la nostra regione, la società civile debba fare una vera e propnia irruzione in politica, spazzando via quegll strani equilibri costruiti sugli affari e sui comitati di interesse trasversali nella pubblica amministrazione».

 
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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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