La sfida delle opportunità europee

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Reggio Calabria - I Giovani Democratici, tra primarie e politiche, a dibattito con l’europarlamentare Arlacchi

Il Quotidiano della Calabria, 15 feb. 2013
di Maria Giordano

I Giovani Democratici guardano verso gli Stati uniti d’Europa. Impegnati in campagna elettorale da diverso tempo, tra primarie e politiche, si sono incontrati al “Circolo 79” di via del Torrione, alla presenza dell’europarlamentare Pino Arlacchi. Puntano il dito contro il centro destra, ricordano il video che si trova in rete su Alberto Sarra, parlano di Berlusconi e dell’arretratezza della Calabria. Francesco Denisi, segretario provinciale dei Giovani Democratici, afferma: «Ci siamo messi in gioco con Cristina Commisso, candidata al Parlamento. Penso a chi, nel corso della presentazione dei candidati di Grande Sud, ha criticato la lista dei Gd, la stessa persona che gioca a basket e percepisce 7500 euro di pensione di invalidità». Si è parlato di opportunità offerte dall’Europa e di tutto ciò che si deve costruire, ma senza dimenticare. «Non bisogna dimenticare che il rimborso delle quote latte è stato realizzato detraendo i soldi destinati al sud – così Leo Barbiero della segreteria regionale Gd – e che i soldi inviati dall’Europa spesso sono tornati a Bruxelles». I Giovani Democratici attaccano il centro destra in merito all’apertura di asili nido, centri per anziani, e chiusura degli stessi. E ancora, sanità, tavolo Massicci, chiusura degli ospedali e della Salerno-Reggio Calabria. Subito dopo è la volta della candidata al Parlamento Consuelo Nava: «Il nostro è l’unico partito che vi porterà verso gli Stati uniti d’Europa, con confini a geografia variabile. E’ una scommessa dove tutti noi dobbiamo lavorare. Noi diciamo la verità e gli altri si inventano delle cose da dire». L’ex capogruppo del Pd al Comune, Giuseppe Falcomatà, cita Mazzini, Churchill, Hugo, e ricorda: «Costruire la famiglia europea era l’unico modo per porre fine ai totalitarismi». Secondo Falcomatà oggi torna in auge parlare di Stati uniti d’Europa, in seguito alla crisi economico-finanziaria dell’Eurozona, ciò richiama una maggiore presenza di Europa. Per l’ex consigliere bisogna riparare agli errori del passato, far partire il processo di unificazione politica e una maggiore legittimazione democratica che consentano di eleggere le alte cariche istituzionali europee. Un problema è rappresentato dalla differenza di lingua, è necessario un bilancio e un ministro delle Finanze.
Pino Arlacchi nel corso del suo intervento analizza lo stato attuale della Calabria: «Questa regione vive una tragedia, non bisogna considerare il sud altra cosa rispetto all’Europa, prima di tutto perché l’Europa come concetto l’abbiamo creato noi della Magna Grecia, quindi non dobbiamo avere complessi». Certo è che la Calabria è una delle ultime regioni europee per quanto riguarda la produzione di reddito, ma Arlacchi pensa in positivo: «Questa terra ha gli strumenti per farcela, non ci vogliono tempi lunghi ma pochi anni». Tra le risorse da sviluppare l’europarlamentare fa riferimento al porto di Gioia Tauro, all’Università della Calabria (l’unica ad avere standard europei) e ultimo, ma non meno importante, i beni culturali. Bastano alcune centinaia di milioni di euro per far funzionare queste risorse, «per azzerare così il sottosviluppo e la disoccupazione».
 
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