Terrorismo: qualche cifra scomoda

Dei 2.682 attentati avvenuti nell’Unione europea tra il 2006 e il 2013 solo 16 (lo 0,6 per cento) è di matrice fondamentalista islamica

di Pino Arlacchi

Panorama.it, 21 gen. 2015

Mi occupo di terrorismo da un po’ di tempo, ed ho anche diretto gli sforzi dell’Onu per combatterlo. Ma non riesco ad abituarmi ai paradossi di cui è pieno l’argomento. Il comportamento dei media è uno di questi. Quando si trovano di fronte a un episodio aberrante di mafia o di ordinaria violenza essi fanno di solito ricorso a cifre, dati ed opinioni che aiutano a spiegare i fatti e a ridurre lo stress suscitato dalla notizia.

Bene. La stessa dinamica non scatta di fronte a un evento di terrorismo. In questo caso le armi della ragione vengono deposte ed i mezzi di comunicazione si trasformano in una fabbrica della paura. Solo gli esperti in linea col pensiero unico delle redazioni ricevono la parola. Si finisce così con l’esaltare il gesto di terrore dandogli proprio il significato che i suoi autori cercavano di fargli assumere.

Nelle reazioni dell’opinione pubblica europea alla strage di Parigi non ho visto il più piccolo tentativo di riflettere un momento sulle reali proporzioni di ciò che era accaduto. Giornali e televisioni, specie in Italia, si sono abbandonati al teatrino dei talk show, o alla retorica dei nuovi undici settembre e delle terze e le quarte guerre mondiali.

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Legalità: Arlacchi a Campobasso

Termoli online.it, 18 gen. 2015

Campobasso -  Anche la terza lezione della Scuola della Legalità “Don Peppe Diana” è stata un successo. Aula magna gremita, non solo da studenti, e silenzio rispettoso e attento. Ospite d’onore, per parlare delle metamorfosi della criminalità organizzata, il prof. Pino Arlacchi, diretto collaboratore di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nonché ex Segretario Generale aggiunto delle Nazioni Unite (ONU).

Durante la lezione, è stata data lettura di una lettera di Giovanni Falcone del 21 febbraio 1992 ad un giovanissimo Vincenzo Musacchio, oggi fondatore e direttore della scuola della legalità. La lettera si concludeva con un invito ai giovani ad avere fiducia nella giustizia. Da li si è partiti proprio con il prof. Musacchio che ha spronato i giovani ad informarsi per avere una coscienza ed un bagaglio culturale in grado di comprendere i fenomeni mafiosi che negli anni si sono trasformati e adattati alle evoluzioni della società. Si è passati – ha affermato sempre Musacchio – da una mafia “di campagna” (coppola e lupara) ad una mafia imprenditrice, fino ad oggi in cui conviviamo con una mafia politica.

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Terrorismo e disinformazione: lutti selettivi

Il 95% delle vittime del terrorismo sono musulmani, ma noi piangiamo solo quelle di casa nostra.

di Pino Arlacchi, 13 gen. 2015

Studio il terrorismo da lungo tempo. Ma non sono riuscito ad abituarmi ai paradossi che dominano questo tema. Forse perché diventano sempre più insopportabili e moralmente oltraggiosi. Cosa c’è di più disonesto, oggi, che attribuire a un miliardo e più di musulmani e all’Islam la responsabilità di 12 occidentali uccisi da un pugno di delinquenti odiati prima di tutto da milioni di pacifici credenti?
Quando non è un avvoltoio della politica che lucra sull’odio per lo straniero, chi si scaglia contro gli islamici in nome dei giornalisti massacrati a Parigi soffre di un colossale deficit informativo. Sono i musulmani, infatti, ad essere le principali vittime del terrorismo islamico. Ci sono vari database sul terrorismo. Tutti concordano nel mostrare che il 90-95% delle sue vittime è composto da islamici.

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Arlacchi:"Non facciamo il gioco dei terroristi. Islam e Occidente non c'entrano nulla"

Roma, 8 gen 2015

di Pino Arlacchi

In campo non ci solo i terroristi che dicono di uccidere in nome dell'Islam e contro l'Occidente. C'è la destra anti-europeista che lucra sul timore dell'immigrato musulmano. E c'è anche qualche testa confusa che prende alla lettera le farneticazioni dei killer e dichiara guerra all'Islam facendo il loro gioco, rendendosi veicolo involontario e sconsiderato del terrore.
I due più grandi sbagli che si possono fare nel reagire alla barbarie di ieri a Parigi sono il reciprocare l'odio e il fanatismo di minoranze estremiste condannate in partenza al fallimento politico, e fare ulteriormente il loro gioco ingigantendo paura e senso di impotenza sotto l'egida dello scontro di civiltà.

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Grecia, Arlacchi: "La proposta Tsipras sul taglio del debito non è irrealistica"

Roma, 5 gen. 2015

La proposta Tsipras sul taglio del debito greco non è irrealistica né populistica: è invece l'unica di buon senso che sta in campo, e vale anche per gli altri paesi indebitati.

Il catastrofismo sulla probabile vittoria di Syriza alle prossime elezioni greche è sbagliato e controproducente. Le idee di questo partito sulla fine della crisi greca sono giuste e sensate, e valgono anche per i paesi europei più indebitati. Solo la scarsa conoscenza della materia può giustificare chi dipinge Tsipras, il leader di Syriza, come un estremista e un antieuropeista.

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Buon 2015: l'appello di Papa Francesco al ripudio della guerra

Roma, 1 gen. 2015

di Pino Arlacchi

IL 2015 INIZIA BENE CON L’ APPELLO DI PAPA FRANCESCO AL RIPUDIO DELLA GUERRA

Buon Anno, innanzitutto, a tutti gli amici, collaboratori ed estimatori che seguono il mio sito e la mia pagina Facebook. Molti di loro sono compagni di battaglia, che ringrazio dal profondo del mio cuore per la fiducia e la forza che mi danno.
Il 2015 è iniziato sotto il migliore degli auspici possibili. Ho appena finito di ascoltare il discorso del più grande leader del mondo attuale, l’ unico capace di interpretare davvero la coscienza universale: Papa Francesco.
E quale poteva essere il tema che Francesco avrebbe messo al centro del suo messaggio di inizio anno se non la pace, il ripudio della guerra e della violenza, sotto lo slogan eloquentissimo de “la pace è sempre possibile”?
Lo slogan è eloquente perché pieno di implicazioni. Se la pace è sempre possibile, dice Francesco, vuol dire che la guerra è sempre sbagliata. C’è sempre un’alternativa alla violenza totale, cieca e distruttiva della guerra. E’ una affermazione tremendamente impegnativa, che occorre essere pronti a motivare. Le critiche sul “pacifismo imbelle che ci ha portato ad inchinarci di fronte al male invece di contrastarlo con i metodi adeguati” sono dietro l’ angolo.

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Arlacchi: "Se fossi greco voterei Tsipras"

Roma, 30 dic. 2014

di Pino Arlacchi

Se fossi greco voterei Tsipras, ed auspico che la proposta di questo partito sulle istituzioni europee si diffonda anche in Italia. Chi mi ha seguito durante la campagna x le europee sa che il suo fulcro è stato la critica di questa UE governata da tecnocrati freddi e privi di visione, troppo vicini ai poteri più forti in campo sia interno che internazionale, e troppo lontani dai bisogni e dalle aspirazioni dei cittadini.

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Ali Agca in piazza San Pietro, il commento di Pino Arlacchi

Roma, 27 dic. 2014

di Pino Arlacchi

Ali Agca in piazza San Pietro mi fa tornare in mente l'esperienza che ho fatto come consulente informale di Severino Santiapichi, Presidente del processo sull'attentato al Papa.
Fu un processo assolutamente fuori del comune. Esso fini'col dimostrare, passo passo, udienza dopo udienza, come la tesi principale dell'accusa, e della immensa grancassa mediatico-politica che la sosteneva, fosse sbagliata e fuorviante.
La celebre "pista bulgara" e l'URSS come mandante del più clamoroso atto terroristico pre-11 settembre, si sgretolo' e fu sostituita, durante il processo, da quella 'islamica'. Gli autori si rivelarono essere stati i membri del movimento dei Lupi grigi turchi con il loro folle progetto di creare una grande Turchia islamizzata e antagonista dell'Occidente cristiano.

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Solo una nuova strategia politica può sconfiggere i talebani

Roma, 18 dic. 2014

di Pino Arlacchi

L’ orizzonte di quasi tutti i resoconti e i commenti occidentali sull’ ultima strage talebana non supera quello dell’ ufficio stampa della Casa Bianca o della retorica ufficiale dei governi: una nuvola di parole usurate e di circostanza. Emozioni tanto intense quanto brevi: indignazione, condanna. Poi si volta pagina e si passa ad altro.
Quasi nessuno cerca di capire davvero, di approfondire il cosiddetto “contesto” dei fatti più ampi, delle storie più lunghe entro cui collocare l’ evento abnorme che si ha di fronte.
L’ atrocità talebana resta così senza risposta. Un’ eruzione di male allo stato puro, incomprensibile, e perciò senza motivazioni su cui valga la pena di attardarsi.
Quest’ ultima brutalità ha invece una spiegazione razionale. E’ un atto pianificato ed eseguito con cura, come d’altra parte ogni episodio del grande male. Le follie criminali – ci insegnano le riflessioni più avanzate in materia di genocidi, massacri e mega-delinquenza – sono al servizio di progetti politici di dominio e di sopraffazione. Che possono apparire come deliri ( e in ultima analisi lo sono)ma liquidarli come semplici esplosioni di irrazionalità, odio e distruttività può essere molto pericoloso.

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Afghanistan, Arlacchi: "Guerra costata più del Piano Marshall per ricostruire l'Europa"

Roma, 15 dic. 2014

di Pino Arlacchi

Dal suo inizio 13 anni fa,secondo il Financial Times di oggi, la guerra in Afghanistan è costata quasi 1.000 miliardi di dollari. Tutti soldi presi in prestito, sui quali sono stati già pagati 260 miliardi di dollari di interessi.
Della mostruosa cifra totale, circa un decimo, cioè 100 miliardi di dollari, sono serviti per la cosiddetta "ricostruzione" dell' Afghanistan. Per avere un' idea delle grandezze in gioco, basta considerare che il Piano Marshall - il programma straordinario di aiuti USA con il quale si è ricostruita l' Europa dopo la seconda guerra mondiale - ha comportato l' esborso di una cifra inferiore.

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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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