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Arlacchi: su crisi Ucraina governo Renzi si sta muovendo bene; L'eurodeputo Pd:dissociarsi da linea Ue avventurista e estremista

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TMNews - L'eurodeputato Pd:  dissociarsi da linea Ue avventurista e estremista

di Cristina Giuliano
Mosca, 25 mar. 2014  (TMNews) - "Il governo italiano si sta muovendo bene sulla crisi ucraina: come quello tedesco si sta sempre più dissociando dalla linea avventurista estremista del resto dell'Unione Europea". Lo afferma in un'intervista a TMNews Pino Arlacchi, eurodeputato del Pd, voce autorevole a livello mondiale in tema di sicurezza umana, studio della criminalità organizzata, già presidente onorario della Fondazione Falcone. Arlacchi, a Mosca per una breve visita, dedicata a un'importante riunione con le autorità antidroga russe, esprime preoccupazione ma anche ottimismo su prospettive di risoluzione della crisi in Ucraina. E la speranza che "questa presa di distanza (del governo italiano) si trasformi in un vero e proprio dissenso e nella voce prevalente dell'Ue, che sta facendo qualcosa di fondamentalmente contrario, non solo ai propri interessi, ma anche alla sua asserita vocazione pacifica.

Abbiamo preso due anni fa il Nobel per la pace, ma ci stiamo comportando come una potenza aggressiva e guerrafondaia nel creare un nemico, la Russia, che tutto è tranne che un nemico".
Chi pensa che Putin si sia montato la testa e la Crimea sia un rischioso precedente, "farnetica" dice l'eurodeputato, dal 1997 al 2002 sottosegretario generale delle Nazioni Unite. "In 25 anni dalla caduta del comunismo, la Russia ha usato la forza solo una volta in risposta di un'aggressione della Georgia. Mai invaso alcun Paese o minacciato. In questi stessi 25 anni, gli Usa e la Ue sono intervenuti tante volte all'estero. Con o senza l'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Dal Kosovo all'Afghanistan, dall'Iraq alla Libia. Come si fa a dire che la Russia sia una potenza espansionistica. Siamo noi una potenza espansionistica e aggressiva. Non ha nessun senso in questo modo. Serve soltanto a creare un nemico. L'industria della sicurezza e degli armamenti e l'industria mediatica".
In particolare il comportamento dei media occidentali "è stato - continua Arlacchi - tecnicamente vergognoso nella crisi ucraina. Abbandonata qualsiasi distinzione tra fatti e opinioni nella cronaca degli avvenimenti. Le voci alternative sono state ignorate. Tutto per creare un nemico, e per aumentare le vendite di armi e incrementare gli ascolti. Il comportamento regressivo dei media l'ho gia osservato molte volte. L'ho visto in Bosnia dove le radio private hanno enormemente allargato la spaccatura. Si è visto in Ruanda. Si e' visto nella ex Jugoslavia, con un'informazione tutta tesa a creare spaccature e incendiare gli animi. Propaganda a senso unico".

La visita di Arlacchi da Bruxelles a Mosca rispecchia un aspetto da non non trascurare. "I russi mantengono aperta una finestra di collaborazione con l'Unione europea - dice - sull'Afghanistan che noi dobbiamo assolutamente preservare e sviluppare. Nella direzione di una sempre maggiore cooperazione con la Russia". Va ricordato che il parlamentare europeo, come direttore esecutivo dell'UNDCP (ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine), aveva proposto e fatto approvare nel 1998 all'Assemblea generale delle Nazioni Unite una strategia decennale di riduzione della domanda di droghe e di eliminazione delle colture di oppio e coca in tutto il mondo, che ha prodotto importanti risultati ed venne riconfermata sino al 2019.
Particolarmente critico sul ruolo della Nato in Kosovo, Arlacchi in un suo libro del 2009 aveva previsto la possibilità di un intervento della Russia in Ucraina. E oggi spiega: "l'errore viene da lontano. Viene dall'idea di portare la Nato ai confini della Russia. Di preservare la filosofia e l'esistenza stessa della Nato, dopo tutta una serie di impegni a non fare questo. Perché dopo la caduta del comunismo, e con Mikhail Gorbaciov, c'è stato un impegno fondamentale a non spingere l'Alleanza ai confini della Russia. Questo impegno sta venendo meno e sull'Ucraina è stato fatto un gravissimo errore. L'accordo di associazione, per tutti i paesi che circondano la Russia, aveva dietro un'idea ostile. Perché non farlo con la Russia un accordo di associazione? Perché provocare questo contraccolpo: noi facciamo gli accordi di associazione e la Russia fa la sua unione euroasiatica, costringendo a scegliere un paese come l'Ucraina che non può permettersi il lusso di scegliere, a scegliere. Perché non facciamo un grande spazio comune, da Lisbona a Vladivostok? Perché con l'Ucraina e non con la Russia? Tutto è nato da questa velleità di ricreare una contrapposizione che non ha più nessun senso. La Russia è Europa e un giorno dovrà far parte di una unione politica con noi. Se perdiamo di vista questo obiettivo di lungo termine, non facciamo altro che fare il gioco degli americani, ossia di chi non vuole questo".
Secondo Arlacchi, in passato visiting professor alla Columbia University di New York, gli Usa in questi anni continuano a perseguire la proprio strategia sulle basi di quanto teorizzato da da Halford J. Mackinder (1861-1947), il fondatore della geopolitica moderna, che "teorizzò che chi controlla l'Europa dell'Est, controlla il mondo. E quindi bisognava impedire a tutti i costi l'avvicinamento tra Europa e Russia. Lo stesso concetto che poi venne ripreso da Zbigniew Brzezinski nel libro "The Grand Chessboard": teniamo separate in tutti i modi l'Europa occidentale dalla Russia se vogliamo rimanere i padroni del mondo. Gli americani attuano questa strategia con grandissima coerenza. Repubblicani o democratici, destra o sinistra. La pensano così. Si capisce di più usando questo paradigma, che con qualsiasi altro per capire cosa è successo. Il problema che questo è fatto sulla pelle dell'Ue".
L'Ue si renderebbe strumento di tutto questo, perché "non ha chiaro qual è il suo interesse: prendiamo sbandate colossali e in fine, in fondo in fondo, seguiamo sempre gli americani, anche nelle piccole giravolte. In Nordafrica, con l'Egitto, li abbiamo seguiti in tutte le giravolte. Prima appoggiano la Primavera Araba, poi Morsi, poi appoggiano il colpo di stato contro Morsi. Noi invece di creare la nostra politica estera, ci accodiamo".
Arlacchi tuttavia si dice non pessimista. "Gli interessi profondi con l'Ue sono per la Russia. In fondo gli interessi profondi dell'Ue sono per una cooperazione con la Russia. E questa crisi verrà ricordata come quella crisi di più breve periodo che ci fu con la Georgia. Gli interessi economici e politici della Russia e dell'Ue sono coincidenti. Non c'e' alcun elemento di incompatibilità. Una volta era un sistema diverso. Ma nessuno può seriamente dire che ci sono contenziosi territoriali o oconomici. Tutto milita a favore della cooperazione".

 

 
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