Parliamentary questions

This section contains Parliamentary questions presented by myself and in conjunction with fellow members, as part of my activities in the European Parliament.



Proposta di accordo di cooperazione internazionale con i Paesi dell'emisfero australe per lo scambio di mezzi antincendio

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25 gennaio 2013

Nei giorni scorsi l'Australia è stata attraversata da un'ondata di incendi boschivi che hanno interessato prevalentemente la parte più popolosa del Paese, cioè gli Stati del New South Wales e Victoria, oltre che la Tasmania. Alimentati dalle temperature record e dai forti venti, i roghi hanno incenerito oltre 350.000 ettari di foreste, colture e pascoli, minacciando l'incolumità della popolazione civile.

Il fenomeno degli incendi boschivi interessa da vicino anche l"Europa, in particolare l'area mediterranea, dove secondo i dati EFFIS (Sistema di informazione europeo per gli incendi boschivi) i roghi negli ultimi 30 anni sono stati 1.494.219, per un totale di quasi 15 milioni di ettari di terra andati in fumo. La dimensione transfrontaliera degli incendi boschivi ha indotto le autorità degli Stati membri a porre in essere interventi coordinati e multilaterali nell'ambito del Meccanismo europeo di protezione civile, strumento dell'Unione europea predisposto per rispondere alle emergenze che si verificano in territorio europeo e extraeuropeo (oltre ai 27 Stati membri, ne fanno parte anche Norvegia, Islanda, Lietchtenstein, Croazia e Macedonia), attraverso la condivisione delle risorse di tutti gli Stati membri.

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VP/HR — Affermazioni del governo marocchino sul tema della democrazia

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24 gennaio 2013

Nel dicembre del 2012, la Commissione europea ha lanciato un programma da 2,8 milioni di EUR per sostenere il rispetto dei diritti umani in Marocco. Il programma può essere considerato una ricompensa per le riforme intraprese dal governo marocchino nel corso degli ultimi due anni. La nuova Costituzione del Marocco stabilisce infatti diversi principi che garantiscono il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali attraverso l'istituzionalizzazione dell'attività di svariati organi in questo campo. Tuttavia, molti contestatori iniziano a domandarsi se le affermazioni del governo marocchino sul tema della democrazia riflettano qualcosa di più di semplici modifiche di facciata. Il Marocco resta un paese impoverito a causa della concentrazione anomala di ricchezza nelle mani del re e del suo entourage. Sembra inoltre che il governo stia silenziosamente reprimendo l'attivismo politico. Nell'ottobre del 2012, le Nazioni Unite hanno riferito di un recente aumento dei casi di tortura denunciati in Marocco. Circa 70 dimostranti collegati con il movimento a favore della democrazia «20 febbraio» sono tuttora in prigione. A maggio un famoso rapper è stato condannato a un anno di detenzione per una canzone sulla corruzione della polizia, mentre a settembre, in occasione di un'udienza, sei attivisti politici hanno testimoniato di aver subito abusi fisici e sessuali dopo essere stati arrestati per aver protestato nel mese di luglio.

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VP/HR — relazione della Corte dei conti su EULEX

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22 gennaio 2013

Nel periodo 2007-2011, l'Unione europea ha fornito 680 milioni di euro a sostegno dello Stato di diritto in Kosovo, facendo del paese il maggior beneficiario pro capite degli aiuti dell'Unione europea nel mondo. Secondo una relazione della Corte europea dei conti, di recente pubblicazione, la Missione EULEX, che è la più grande missione di gestione di una crisi mai effettuata dall'Unione europea, è stata inefficace e non ha adempiuto al proprio mandato nel contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione. La relazione constata che uno dei problemi principali di EULEX è stata la mancanza di obiettivi chiaramente definiti e una debole struttura organizzativa. In particolare, EULEX non ha raggiunto l'obiettivo di migliorare le prestazioni del sistema giudiziario e dei servizi di polizia del Kosovo, la cui preoccupazione principale è il controllo delle retribuzioni dei funzionari.

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Strategia dell'Unione europea sulla questione nucleare iraniana

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10 dicembre 2012

Negli ultimi anni, il governo degli Stati Uniti, con il pieno sostegno dell'UE, ha attuato una politica di sanzioni sempre più paralizzanti contro l'Iran, nella convinzione che questo sia l'unico modo per evitare che il governo iraniano si doti di armi nucleari. Iniziative alternative, come il piano di Turchia e Brasile 2010 per limitare il programma iraniano di arricchimento e di esportazione dell'uranio arricchito in eccesso, e una proposta russa nella stessa direzione sono state respinte dagli Stati Uniti e dall'Unione europea, con il risultato che l'Iran ha potuto continuare le attività di arricchimento sospette. Parallelamente, ogni nuovo accordo diplomatico dovrebbe comprendere una sorveglianza sempre più invadente del programma nucleare iraniano e un elenco molto dettagliato dei passi che l'Iran deve effettuare per ottenere una progressiva revoca delle sanzioni. Ci sono segnali che indicano che l'Iran potrebbe essere più flessibile sulle ispezioni dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica, sul limite dell'arricchimento al 5 % e sulla rinuncia a detenere l'eccesso di uranio arricchito sul suolo iraniano. In cambio, gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero riconoscere il diritto dell'Iran alla tecnologia di arricchimento, un diritto che è uno dei punti chiave del trattato di non proliferazione e smantellare progressivamente le sanzioni imposte.

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Medio Oriente senza armi di distruzione di massa

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5 dicembre 2012

Nei prossimi mesi si svolgerà in Finlandia un'importante Conferenza delle NU sulla creazione di una zona priva di armi di distruzione di massa (ADM). La Conferenza è promossa da molti Stati, tra cui gli Stati Uniti, la Russia e il Regno Unito.

La creazione di un Medio Oriente privo di armi di distruzione di massa potrebbe offrire interessanti vantaggi strategici per la regione e per tutto il mondo in generale. Risolverebbe la crisi nucleare iraniana, eliminando in tal modo lo stimolo ad un impulso di proliferazione che potrebbe indurre tre o quattro paesi del Medio Oriente ad entrare nel club nucleare. Rafforzerebbe il trattato di non proliferazione nucleare ed altri regimi di non proliferazione riducendo il numero degli Stati in possesso di ADM. Infine eliminerebbe le armi più pericolose dalla regione più instabile al mondo e ridurrebbe il rischio che queste armi possano essere utilizzate in guerra o per caso.

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Programma operativo regionale Campania FESR 2007-2013

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13 dicembre 2012

In esecuzione del POR Campania FESR 2007-2013 (decisione C/2007/4265 dell'11.9.2007), la Regione Campania con legge regionale n. 12/2007 e successivi provvedimenti amministrativi (bando disciplinare n.198 del 15.4.2008 e decreto dirigenziale n. 674 del 13.7.2009) ha ammesso agli aiuti per lo sviluppo e l'innovazione tecnologica 159 imprese.

Nelle modalità di assegnazione degli incentivi, in particolare nell'art. 10 del suddetto disciplinare, si stabilisce che «per gli adempimenti istruttori per la concessione delle agevolazioni e la gestione finanziaria delle relative somme previste dal disciplinare, la Regione individua un soggetto gestore, tra banche o società aventi comprovate esperienze in attività similari, in possesso dei necessari requisiti tecnici e organizzativi». Detta disposizione regolamentare ha determinato che tutti i soggetti interessati potevano accedere alle agevolazioni attraverso le banche individuate come soggetti gestori, provvedendo alla sottoscrizione di moduli e contratti predisposti e non modificabili, il cui contenuto era sicuramente noto alla Regione Campania.

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Violenza a Laayoune (Sahara occidentale occupato): repressione dei dimostranti saharawi ed espulsione di osservatori spagnoli e norvegesi

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9 novembre 2012

Nel 2010, migliaia di saharawi hanno deciso di rispondere alla forza di occupazione marocchina installando il campo Gdeim Izik alla periferia di Laayoune, al fine di chiedere un miglioramento delle loro condizioni di vita e un legittimo referendum sull'autodeterminazione. L'8 novembre 2010 l'esercito marocchino decideva di controattaccare smantellando il campo e perpetrando violenze. A due anni da codesti eventi, 22 prigionieri politici saharawi sono ancora nella prigione di Sale e il loro processo davanti a un tribunale militare è stato più volte rinviato.

L'inviato ONU, Christopher Ross, ha di recente visitato per la prima volta il Sahara occidentale (compresi i territori occupati, i campi profughi di Tindouf, e le aree liberate). L'1 novembre 2012 la polizia marocchina ha usato la violenza per reprimere le manifestazioni pacifiche a Laayoune, Smara e Dakla. Diversi manifestanti sono stati arrestati e decine feriti. Il noto difensore dei diritti umani, Aminatou Haidar, è stato picchiato e molestato.

Il 7 novembre 2012 le forze marocchine hanno espulso da Laayoune con la forza, 18 osservatori internazionali spagnoli e 4 norvegesi. Ai cittadini spagnoli è stato negato l'accesso all'assistenza consolare. Gli osservatori internazionali stavano cercando di valutare il deterioramento della situazione dei diritti umani.

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Terni steelworks: saving the industrial site and jobs

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22 October 2012

The merger plan between two European stainless steel producers (the Finnish Outokumpu company and the German Inoxum) was intended to deliver benefits to the European industry with the structural change needed to preserve jobs on the two companies' main production sites: Terni in Italy, Tornio in Finland and Krefeld in Germany.

The merger is being investigated by the European Commission, which has identified possible competition problems relating to the joint market share, which would exceed 50%. In order to resolve these problems and approve the merger, the Commission has asked the parties to dispose of some assets. The sale of the Swedish production sites initially seemed to be enough, but on 9 October Outokumpu announced that it wanted to the put the Terni site in Italy up for sale. In addition to the sale, the company has mentioned the possibility of splitting up the site, as it has said that the bright annealing production line (which would be transferred to an Outokumpu group site) and the Tubificio tubular unit at Terni would not be included in the transaction.

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Diritti umani nella Repubblica democratica del Congo

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8 ottobre 2012

Il 24 settembre, dopo aver marciato da Reggio Emilia a Bruxelles per quasi due mesi, gli attivisti del «Comitato per la Marcia dal Congo all'Europa» sono stati ricevuti al Parlamento europeo dalla delegazione italiana del Partito democratico. Il movimento si propone di esortare le istituzioni europee a rompere il silenzio sulla guerra in atto nel Paese e di chiedere la creazione di una roadmap per la pace nella Repubblica democratica del Congo (RDC) e nella zona dei Grandi Laghi, nonché un'eventuale revisione dei trattati bilaterali con il Ruanda. Negli ultimi mesi, in seguito agli scontri tra le forze armate della RDC e le milizie del Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp), la situazione umanitaria e le condizioni sanitarie nella Repubblica democratica del Congo si sono seriamente aggravate. Il rapporto ONU del gennaio 2012 sulla situazione dei diritti umani nella RDC documenta, infatti, la costante violazione di tali diritti, soprattutto nella zona orientale del Paese, nel Kivu. Esecuzioni arbitrarie, detenzioni illegali, torture, violenze sessuali e reclutamento di bambini soldato da parte dei gruppi armati sono all'ordine del giorno.

La debolezza strutturale della magistratura, sommata alle diffuse pratiche di corruzione, favorisce inoltre l'impunità e la violazione sistematica dello stato di diritto.

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Indagini EULEX sulla gestione delle risorse finanziarie da parte dell'UNMIK

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28 giu. 2012

Tra il 1999 e il 2008 l'UE ha versato alla missione delle Nazioni Unite in Kosovo (UNMIK) aiuti record — più di due miliardi di euro — per la ripresa postbellica e l'opera di costruzione dello Stato. La mancanza di risultati tangibili ha portato all'apertura di un'indagine condotta da una task force composta dall'Ufficio dei servizi di controllo interno dell'ONU, dall'Unità investigazioni finanziarie (insieme a funzionari della Guardia di Finanza) e dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF).

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