Note biografiche

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NOTA BIOGRAFICA

Pino Arlacchi (Gioia Tauro, 21 febbraio 1951) è un sociologo italiano, divenuto noto in Italia e nel mondo per i suoi libri sulla mafia, tradotti in varie lingue. È considerato una delle massime autorità mondiali in tema di sicurezza umana.

A ottobre 2012 è stato nominato Consigliere speciale del Primo Ministro della Romania per combattere la criminalità organizzata e la corruzione. Nel 2011 Pino Arlacchi ha elaborato assieme a Victor Ivanov, ministro russo per la lotta contro la droga, il piano per l’eliminazione delle colture di oppio dell’ Afghanistan. Il piano Arlacchi-Ivanov si propone di azzerare l’offerta di eroina tramite lo sviluppo di produzioni alternative,e prevede la creazione di una agenzia ad hoc finanziata dall’ Unione Europea e della Federazione russa.

Dal 2011 Pino Arlacchi è Presidente della società a capitale pubblico "Progetto Magna Grecia", la cui missione è la valorizzazione del patrimonio archeologico e dell'eredità culturale della Calabria magno greca.
Da ottobre 2009 Pino Arlacchi è Direttore generale e capo della delegazione italiana dell’International Forum on Crime and Criminal Law in the Global Era, un’ associazione di eminenti criminologi, sociologi e giuristi provenienti da 20 paesi e basata in Cina, presso l’Università di Pechino.
Nel giugno 2009 è stato eletto europarlamentare nella circoscrizione dell'Italia Meridionale, e ha aderito al gruppo dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici al Parlamento europeo. A settembre 2011 è diventato responsabile Sicurezza internazionale del Partito Democratico italiano. Arlacchi è membro della Commissione esteri, vice Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l'Afghanistan e Rapporteur sulla nuova strategia dell'Unione Europea per l'Afghanistan, approvato a larga maggioranza nel dicembre 2010. A maggio 2010 è stato nominato Presidente del Gruppo "Europarlamentari per l'Afghanistan".

Nel 2008, Mohammad Khatami, Presidente riformista dell’ Iran dal 1997 al 2005, amico personale di Arlacchi, lo ha invitato a far parte del gruppo di personalità internazionali che guidano la Fondazione per il Dialogo tra le Civiltà, presieduta dallo stesso Khatami.

Tra il 2006 e il 2008 Arlacchi ha fatto parte del comitato internazionale di tre esperti costituito dalla Repubblica popolare cinese sul tema della sicurezza dei Giochi Olimpici del 2008.

Nel 2004, su incarico della Commissione europea, Arlacchi ha redatto il progetto dell’agenzia antiriciclaggio del Kosovo.
Pino Arlacchi è stato presidente della Associazione mondiale per lo studio della criminalità organizzata. Grande amico dei giudici Falcone e Borsellino, Arlacchi è stato presidente onorario della Fondazione Falcone, e tra gli architetti della strategia antimafia italiana negli anni ‘90.
Come consigliere del Ministro dell’Interno, Pino Arlacchi ha redatto il progetto esecutivo della DIA, la Direzione Investigativa Antimafia,un’agenzia investigativa specializzata in indagini antimafia. La DIA venne istituita nel 1991 assieme alla sua interfaccia giudiziaria, la Procura Nazionale Antimafia, progettata da Giovanni Falcone. La DIA e la Procura Nazionale sono oggi i due pilastri del contrasto della grande criminalità in Italia.
Nel 1993 il governo Ciampi prese in considerazione Pino Arlacchi per l’ incarico di supervisore dei servizi di sicurezza italiani, ma Arlacchi non accettò. Questo evento fu riportato dalla stampa, ma riemerse nel 1996 perchè il giudice Davide Monti, che conduceva l’ indagine su un gruppo di truffatori internazionali chiamata "Phoney Money", sequestrò un fax partito nel novembre ‘93 da un faccendiere italiano, poi arrestato, verso un suo corrispondente americano. Nel fax si dava per imminente l’incarico ad Arlacchi e si paventava una minaccia per il "mondo libero", data la nota inclinazione a sinistra di Arlacchi stesso.
Con il Partito Democratico della Sinistra (PDS) Arlacchi è stato eletto deputato, dal 1994 al 1995, e poi senatore, dal 1995 al 1996, per il collegio del Mugello. Arlacchi è stato vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, della quale era già stato consigliere dal 1984 al 1986.
Pino Arlacchi si è dimesso da senatore nel 1997 in seguito alla sua nomina a vicesegretario generale dell’ONU, Direttore dell'UNDCP (Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine) e direttore generale dell'ufficio delle Nazioni Unite a Vienna.
Pino Arlacchi è stato professore associato di sociologia applicata presso l'Università della Calabria e presso l’Università di Firenze, e visiting professor alla Columbia University di New York. È diventato poi professore ordinario presso l’Università di Sassari, dove è attualmente docente di Sociologia generale nella Facoltà di Scienze politiche.
Come Direttore esecutivo dell' UNDCP, Arlacchi ha proposto e fatto approvare nel 1998 all’Assemblea generale delle Nazioni Unite una strategia decennale di riduzione della domanda di droghe e di eliminazione delle colture di oppio e coca in tutto il mondo, chiamata “un mondo libero dalla droga”. I risultati di questa strategia sono stati valutati nel marzo 2009 dai paesi membri della Commissione ONU sulle droghe. La dichiarazione politica votata all’unanimità alla fine dei lavori ha riconosciuto i progressi realizzati tramite questo approccio e ha riconfermato la stessa strategia per altri dieci anni, fino al 2019.
Durante il mandato di Arlacchi all’ONU, dal 1997 al 2002, la produzione di oppio ed eroina in Afghanistan - il maggior produttore mondiale - è stata quasi azzerata nel 2001, per riprendere in seguito, dopo l’invasione americana dell’ottobre dello stesso anno. La produzione di coca in Bolivia si è ridotta nello stesso periodo del 71%, da 45.800 a 19.900 tonnellate. Pino Arlacchi ha istituito un sistema di monitoraggio satellitare delle coltivazioni illecite che ha contribuito a eliminare le coltivazioni illecite in 10 paesi.
Un altro importante risultato dell’attività di Arlacchi all'ONU è consistito nella promozione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Criminalità Organizzata Transnazionale approvata a Palermo da 124 paesi nel dicembre 2000 e pienamente operativa dal 2003. Si tratta del primo Trattato mondiale contro le mafie, che universalizza l’esperienza italiana e di altri paesi nel contrasto della grande criminalità. Al suo centro ci sono il sequestro dei beni di provenienza illecita, l’abolizione del segreto bancario per le indagini criminali e l’introduzione del reato di associazione mafiosa.
Come Direttore del Centro ONU di contrasto della criminalità, Pino Arlacchi ha ripetuto l’esperienza di creazione della DIA promuovendo la nascita di una agenzia speciale antidroga nel Tajikistan, paese collocato lungo la rotta nord della droga che parte dall’Afghanistan e raggiunge il mercato russo ed europeo. Questa agenzia di 500 uomini altamente specializzati, ha sequestrato nei suoi due primi anni di vita (1998-2000) oltre 4 tonnellate di eroina, pari al fabbisogno annuo di due grandi paesi dell’ Europa Occidentale. Tramite questa agenzia, e tramite un accordo di collaborazione con l’agenzia russa di osservazione satellitare, il Programma diretto da Arlacchi ha individuato il più grande sistema di stoccaggio della droga pesante mai scoperto: 40 depositi dislocati lungo 1300 km di frontiera tra Afganistan e Tajikistan, capaci di contenere oltre 100 tonnellate di eroina, sufficienti ad alimentare i mercati dell’ Europa e degli USA per oltre un anno (foto satellitari e servizio pubblicati su “Panorama” nell’ottobre 2000).
Nel campo della lotta al riciclaggio del denaro sporco, Pino Arlacchi ha promosso la firma nel 2001 da parte di 34 paradisi fiscali di un accordo che li ha impegnati a lavorare assieme all’ONU per adeguare le loro legislazioni agli standard internazionali di trasparenza finanziaria e di contrasto del riciclaggio. L’accordo coinvolgeva il 70% del mercato finanziario offshore, la cui dimensione era nel 2000 di 4mila miliardi di dollari.

 

Volumi pubblicati da Pino Arlacchi

  • Territorio e Società. Calabria 1750-1950, Lerici, Roma, 1978
  • Mafia, contadini e latifondo nella Calabria tradizionale. Le strutture elementari del sottosviluppo, Il Mulino, Bologna, 1980
  • La mafia imprenditrice. L'etica mafiosa e lo spirito del capitalismo, Il Mulino, 1983
  • La palude e la città. Si può sconfiggere la mafia (con Nando Dalla Chiesa), Mondadori, 1987
  • Droga e grande criminalità in Italia e nel mondo, Sciascia, Caltanissetta-Roma, 1988
  • Imprenditorialità illecita e droga. Il mercato dell'eroina a Verona (con Roger Lewis), Il Mulino, 1990
  • Gli uomini del disonore. La mafia siciliana nella vita di un grande pentito Antonino Calderone, Mondadori, Milano, 1992
  • Addio Cosa Nostra. La vita di Tommaso Buscetta, Rizzoli, 1994
  • Il processo. Giulio Andreotti sotto accusa a Palermo, Rizzoli, 1995
  • Schiavi. Il nuovo traffico di esseri umani, Rizzoli, Milano, 1999
  • La mafia imprenditrice. Dalla Calabria al centro dell'inferno, Il Saggiatore, 2007
  • Perchè non c'è la Mafia in Sardegna. Le radici di una anarchia ordinata, AM&D Edizioni, Cagliari, 2007
  • L'inganno e la paura. Il mito del grande caos, Il Saggiatore, Milano, 2009
 
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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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