Diritti umani nella Repubblica democratica del Congo

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8 ottobre 2012

Il 24 settembre, dopo aver marciato da Reggio Emilia a Bruxelles per quasi due mesi, gli attivisti del «Comitato per la Marcia dal Congo all'Europa» sono stati ricevuti al Parlamento europeo dalla delegazione italiana del Partito democratico. Il movimento si propone di esortare le istituzioni europee a rompere il silenzio sulla guerra in atto nel Paese e di chiedere la creazione di una roadmap per la pace nella Repubblica democratica del Congo (RDC) e nella zona dei Grandi Laghi, nonché un'eventuale revisione dei trattati bilaterali con il Ruanda. Negli ultimi mesi, in seguito agli scontri tra le forze armate della RDC e le milizie del Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp), la situazione umanitaria e le condizioni sanitarie nella Repubblica democratica del Congo si sono seriamente aggravate. Il rapporto ONU del gennaio 2012 sulla situazione dei diritti umani nella RDC documenta, infatti, la costante violazione di tali diritti, soprattutto nella zona orientale del Paese, nel Kivu. Esecuzioni arbitrarie, detenzioni illegali, torture, violenze sessuali e reclutamento di bambini soldato da parte dei gruppi armati sono all'ordine del giorno.

La debolezza strutturale della magistratura, sommata alle diffuse pratiche di corruzione, favorisce inoltre l'impunità e la violazione sistematica dello stato di diritto.

Il rapporto mette anche in evidenza che uno dei maggiori fattori di destabilizzazione della situazione nella RDC è l'interferenza del Ruanda, il quale fornisce supporto logistico, finanziario, nonché militare ai gruppi armati presenti nella RDC.

Nella sua dichiarazione del 10 luglio 2012, il Vicepresidente/Alto Rappresentante Ashton ha ribadito la sua grande preoccupazione per il precipitare della situazione umanitaria nella zona orientale del Congo. Alla luce di questo e di quanto detto sopra:

1. quali iniziative urgenti ha assunto il SEAE di fronte all'aggravarsi della situazione di conflitto nella Repubblica democratica del Congo? Esiste una roadmap europea per la pace nella Repubblica democratica del Congo e nella zona dei Grandi Laghi?
2. Cosa intende fare il Vicepresidente/Alto Rappresentante a proposito del ruolo sempre maggiore assunto dal Ruanda nel rifornimento militare ai gruppi armati e nella destabilizzazione dell'intera regione?
3. Può il SEAE attivarsi concretamente per contribuire a riaffermare lo stato di diritto in RDC?

E-008998-12

Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione (Vicepresidente/Alto Rappresentante)
Articolo 117 del regolamento
Pino Arlacchi (S&D) , David-Maria Sassoli (S&D) , Vittorio Prodi (S&D) , Salvatore Caronna (S&D) , Silvia Costa (S&D) , Sergio Gaetano Cofferati (S&D) , Andrea Cozzolino (S&D) , Gianni Pittella (S&D) , Rita Borsellino (S&
D)

Risposta

[source:www.europarl.europa.eu]

 
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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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