Recupero dei beni per i paesi della primavera araba in transizione

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21 marzo 2013

In tutta la regione del Mediterraneo meridionale, i paesi della primavera araba in transizione si trovano ad affrontare gravi sfide politiche, economiche e sociali. Per questi paesi il recupero dei beni è una questione fortemente politica, poiché simboleggia il ripristino della giustizia e della responsabilità in nome della democrazia e dello Stato di diritto. Si tratta altresì di un'importante questione economica per i nostri vicini meridionali, in ragione del ruolo che tali fondi potrebbero svolgere, qualora restituiti in modo trasparente, nel contribuire alla ripresa economica.

La competenza effettiva per il recupero dei beni spetta innanzitutto agli Stati membri. In tale contesto l'UE svolge tuttavia un ruolo essenziale, che può rivelarsi decisivo. Le conclusioni dei copresidenti delle task force UE-Egitto e UE-Tunisia sottolineano tale aspetto, contenendo impegni ad intraprendere azioni concrete a livello di Unione e a rafforzare la cooperazione in materia. Nonostante la forte volontà politica dimostrata da tutte le parti interessate, rimangono molto limitati i risultati conseguiti dai soggetti impegnati in Egitto, Libia e Tunisia nel tentativo di recupero di beni acquisiti indebitamente.

Tendono inoltre a ripresentarsi sempre le medesime difficoltà, ovvero la mancanza di conoscenze sui sistemi giuridici nazionali, la carenza di capacità e competenze amministrative, la frammentarietà della comunicazione nonché la rigidità del diritto e la scarsa reattività. L'istituzione, da parte dell'Unione, di un gruppo di inquirenti, giuristi e procuratori provenienti dagli Stati membri e da altri paesi europei, che fornisca sostegno e assistenza in campo giuridico alle autorità dei paesi vicini meridionali interessati, potrebbe rivestire un'importanza decisiva, come menzionato nella risoluzione sull'Egitto approvata dal Parlamento europeo il 14 marzo 2013.

Alla luce di quanto precede, ritiene la Commissione che il ritorno in Egitto, Libia e Tunisia dei beni sottratti dai precedenti dittatori e dai loro complici costituisca una priorità politica? Alla luce delle iniziative internazionali esistenti in tale settore, quali azioni concrete propone la Commissione a livello di Unione al fine di contribuire al processo di recupero dei beni, fortemente frammentato? Sarebbe l'Unione disposta a istituire un gruppo di inquirenti, giuristi e procuratori provenienti dagli Stati membri e da altri paesi europei, con il compito di offrire assistenza ai paesi partner del Mediterraneo meridionale interessati?

O-000030/2013

Interrogazione con richiesta di risposta orale alla Commissione
Articolo 115 del regolamento
Hannes Swoboda, Véronique De Keyser, Ana Gomes, Pino Arlacchi, Pier Antonio Panzeri, a nome del gruppo S&D

[source:www.europarl.europa.eu]

 
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