Russia: 4 miti da sfatare

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Roma, 14 nov. 2014

di Pino Arlacchi

L’ Unione europea soffre in questi mesi di un attacco di russofobia acuta. Un attacco che riflette la nevrosi del governo americano e dei suoi media sul tema, e che ci sta inondando di cattiva informazione. Elenco qui di seguito alcuni degli stereotipi più diffusi sulla Russia, e cerco di metterne in luce l’infondatezza. Valutate voi il danno che ne deriva alla nostra politica estera, alla nostra economia e alla nostra stessa cultura.
1) Con la crisi ucraina, la Russia si è isolata dal resto del mondo, che ha quasi unanimemente disapprovato la sua condotta verso Kiev.
Bene. Nel momento in cui alle Nazioni Unite -dopo il referendum nel quale il 90% della popolazione della Crimea si è pronunciata per un ritorno alla madrepatria - è stata messa ai voti una risoluzione di condanna dell’ “aggressione” russa, una grande parte degli stati membri si sono rifiutati di votarla. Tra questi la Cina, il Brasile, il Sudafrica, l’ Egitto, l’ Iraq e perfino Israele. Un mese dopo che gli USA e l’ Unione europea avevano escluso Putin dal summit del G8, il leader russo veniva accolto calorosamente dai paesi BRICS riuniti a Fortaleza. Questi paesi rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale, e questa settimana Putin è stato un membro più che rispettato del vertice APEC di Pechino, prima di recarsi alla riunione dei G20 in Australia la prossima settimana.

2) L’ economia russa è vicina al collasso, e il paese sta per rivivere la tragedia degli ’90, quando, sotto Yeltsin, l’ inflazione polverizzò i risparmi e il PIL si ridusse di oltre la metà.
Bene. E’ vero che la crescita economica del paese è rallentata nel 2013 e sarà vicina allo zero quest’anno, ma cosa dire dell’ economia europea, entrata nella sua terza recessione dopo la crisi finanziaria del 2008? Se compariamo la performance dell’ economia russa nei 14 anni dopo Putin con quella europea ci accorgiamo che di fronte al raddoppio della nostra, quella russa è cresciuta di 10 volte, da 200 miliardi di dollari nel 1999 a due miliardi nel 2013. E poi c’è chi si meraviglia della popolarità del presidente russo.
3) La popolazione russa declina per saldo naturale ed assenza di immigrazione.
Falso anche questo. Il paese con il maggiore tasso di immigrazione sono gli Stati Uniti, ma pochi sanno che il secondo è la Russia, che ha accolto di recente 2 milioni di immigrati. E ancora meno gente sa che il deficit nascite-morti della Federazione è cessato nel 2010 e la popolazione è tornata a crescere. Al contrario dell’ Italia, della Germania e del Giappone.

4) La Russia è ormai una repubblica delle banane, priva di potenza militare al di fuori delle armi nucleari, ed è ormai ridotta, come dice Obama, al rango di una potenza regionale, non in grado di competere con l’ unica potenza globale e neppure con i suoi alleati europei.
Solo l’ ignoranza dei fatti più evidenti può giustificare questa sciocca credenza, diffusa anche negli ambienti che contano. Tanto per cominciare, le dimensioni del suo arsenale atomico fanno della Russia una superpotenza uguale agli USA. E il fatto di disporre, come Obama, del potere di cancellare dalla mappa geografica qualunque nemico, fa del presidente russo una controparte sulla quale c’è poco da scherzare.
Ma a parte il nucleare, la Russia detiene le forze armate di gran lunga più potenti dell’ Europa. I fan della nuova guerra fredda sono venuti allo scoperto in questi mesi, ma le loro provocazioni durano da tempo, ed hanno ottenuto questo bel risultato: Putin ha interrotto da vari anni lo smantellamento dell’ Armata rossa. Entro il 2020, se il quadro esterno non cambierà, la difesa russa tornerà a un milione di uomini in servizio attivo, con 2300 carri armati, 1200 tra elicotteri a aerei ultima generazione, 50 navi, 28 sottomarini ed oltre 100 satelliti militari.
E’ vero che il potere militare in sé è una forza declinante delle relazioni internazionali, ma quando esso si aggiunge a un territorio, quello della Federazione russa, che è il più vasto del pianeta, e che va dalla Polonia alla Cina e al Pacifico, con una dotazione di risorse naturali che copre l’ intera scala di Mendeleev, è da irresponsabili parlare di una “potenza regionale”. E non è cosa da repubblica della banane sconfiggere nell’ arco di un millennio ogni invasore, dall’ impero mongolo alla Francia di Napoleone alla Germania di Hitler.
La Russia va presa perciò sul serio. Non è “un Alto Volta con le armi atomiche”, come alcuni idioti che passano per strateghi si divertono a definirla, ma una grande potenza sempre più alleata di una potenza ancora più grande, la Cina. E ciò a dispetto del fatto che la Russia è una potenza europea, che stiamo facendo di tutto per allontanare da noi. Anche con le menzogne e gli stereotipi di cui sopra.

 

 
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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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