Passigli, Arlacchi, Brutti dirigenti Italia dei Valori

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L' annuncio con il costituzionalista anche Pino Arlacchi e Paolo Brutti

Corriere della Sera, 24 dic. 2008,

E Passigli si scopre dipietrista «L' IDV non è solo antipolitica»

ROMA - L' aveva annunciato subito dopo la vittoria in Abruzzo. L' Italia dei Valori è ormai diventata grande e deve darsi una struttura più solida, svincolandosi dalla «figura ingombrante» del fondatore. Non che Antonio Di Pietro abbia deciso di farsi da parte, ma nel partito sono in arrivo forze fresche. E non è escluso che il travaso di voti con il Pd possa portare anche all' addio di qualche esponente del partito di Veltroni. I primi tre annunciati in arrivo ieri sono Stefano Passigli, Pino Arlacchi e Paolo Brutti.

«L' Idv - spiega Di Pietro - ha preso atto che molti cittadini l' hanno presa come punto di riferimento per costruire un' alternativa a questo governo. E quindi vogliamo migliorare la nostra azione politica rafforzando la struttura». Anche perché l' ex pm è convinto di guidare ormai «un partito da 15 per cento». Che non si può più concentrare su giustizia e questione morale: «Non possiamo non dire la nostra anche sulla giustizia sociale, sulla politica estera e sulle istituzioni». Un modo per attrarre elettori, ma anche consensi tra gli esponenti del centrosinistra.

Ed ecco allora Stefano Passigli, stimato costituzionalista, già repubblicano e poi Ds, eletto senatore con l' Ulivo, membro di Astrid, fondazione presieduta da Franco Bassanini: «L' Idv ha deciso di non essere più solo il campione dell' antipolitica e dell' indignazione etico-morale ma un partito vero, con delle competenze. E io ho messo a disposizione la mia». Passigli guiderà il nuovo dipartimento per le riforme. Un abbandono del Partito democratico? «Io non sono iscritto al Pd, così come non sono iscritto all' Idv. Mi considero ancora dell' Ulivo. E poi sono un professore, collaboro con gente come Bassanini, Amato, Onida. E sono convinto che sia necessario elaborare un programma comune del centrosinistra». Qualche segnale di convergenza già c' è: «Mi ha molto stupito vedere una conversione non da poco come quella di Stefano Ceccanti, che è sempre stato un paladino del premierato forte.

Ora, dopo l' uscita di Berlusconi sul presidenzialismo, ha detto sì al cancellierato, che è la mia posizione. Beh, se l' opinione di Ceccanti, e anche quella di Veltroni, fossero state queste anche a dicembre o a gennaio, forse il governo Marini avrebbe avuto qualche chance in più di nascere». Del Pd Passigli ha visto con «interesse» il dibattito sulla leadership: «Non si deve demonizzare il dialogo interno di un partito. Quanto al cambio di leader, credo che sia opportuno attendere l' esito delle Amministrative e le Europee prima di giudicare Veltroni». Il presidenzialismo non piace a Passigli, che pure in passato è stato a favore del semipresidenzialismo alla francese: «Ma lo ero quando si stava uscendo dalla prima Repubblica e il sistema era frammentato.

Comunque quello che vuole Berlusconi va molto al di là del presidenzialismo». Per Di Pietro somiglia da vicino al piano Gelli: «Di sicuro altera l' equilibrio dei poteri, rende il Parlamento inutile. Servono reazioni decise a iniziative così forti e pericolose». Altra personalità di rilievo cooptata da Di Pietro nel partito rinnovato è Pino Arlacchi, sociologo, esperto di mafia, per anni dirigente alle Nazioni Unite e candidato alle Europee con l' Idv nel 2004. Guiderà il Dipartimento sicurezza Internazionale.

Tra le sue priorità, spiega, il disarmo nucleare e la punizione effettiva degli «atti di aggressione di un Paese nei confronti di un altro». Legalità, riforme ma anche giustizia sociale. Su questo versante, che già in piazza Navona Di Pietro aveva annunciato di voler esplorare, il partito schiera Paolo Brutti, senatore ulivista passato alla Sinistra democratica, il cui compito sarà quello di impegnare l' Idv al fianco dei lavoratori (nascono anche i «Circoli dell' Art. 1 della Costituzione»). Tra le priorità, un sistema di ammortizzatori sociali e la detrazione di alcuni costi per i redditi medio-bassi.

Alessandro Trocino

 
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