Arlacchi si schiera con De Masi:"Esempio di una Calabria migliore"

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Il Quotidiano della Calabria, 6 lug. 2013

di Michele Albanese

«Avere il coraggio di non piegarsi alle mille forme di illegalità e di andare avanti per costruire un futuro migliore per la propria terra non è facile. Ecco perché occorre prendere esempio da chi ne è capace e soprattutto cercare di sostenerlo nelle sue battaglie».

Per Pino Arlacchi, eurodeputato Pd, tra i massimi esperti di criminalità, nato a Gioia Tauro, l'impegno dell'imprenditore Nino De Masi «ha un valore europeo. È una storia che va raccontata ed è per questo che l'ho invitato a Bruxelles».

Nino De Masi - lo ricordiamo - ha annunciato la chiusura della propria azienda per il 10 luglio, non potendo accedere ai fondi antiusura, nonostante le numerose sentenze del Tar e del Consiglio di Stato a lui favorevoli, a causa delle lungaggini burocratiche e dell'ostruzionismo manifestato dalle banche.

Professor Arlacchi, Nino De Masi sembra un personaggio uscito direttamente dalle pagine del suo libro "La mafia imprenditrice".
« È un imprenditore coraggioso, intelligente, innovativo che ha un solo difetto: è nato e cresciuto in Calabria, e non ha voglia di andarsene sbattendo la porta, perché ama la sua terra, ama i suoi principi, e per questo si batte come un leone contro avversari potenti. Che hanno deciso di fargli pagare cara la sua forza morale, e i danni che sta loro procurando».

Anche lei si è sempre battuto per la sua terra che troppo spesso però viene ricordata come terra della criminalità.
È così. Vicende come quelle della De Masi Costruzioni ci insegnano che oltre alla criminalità vanno combattuti anche i luoghi comuni sulla nostra regione. Il caso De Masi è l´emblema della Calabria che funziona, e la cartina di tornasole di quella che non funziona.

Ci spieghi meglio
Nei confronti di De Masi non funzionano i vantaggi competitivi dell'impresa mafiosa che ho descritto nel mio volume del 1983. La sua capacità innovativa è tale da battere sia i concorrenti legali che quelli criminali. Ciò che dovremmo ricordare quando parliamo della nostra terra è che ogni giorno custodisce storie di cittadini, amministratori e imprenditori che dimostrano nei fatti come sia possibile lavorare con onestà ed efficienza. Questa è la Calabria migliore.

Poi c'è l'altra faccia della Calabria, fatta anche di cattiva amministrazione e banche usuraie...
Che fortunatamente De Masi ha denunciato, ma che purtroppo lo costringono a chiudere. Ed è inaccettabile che questo imprenditore sacrifichi il lavoro di una vita perché sistema bancario e istituzioni gli negano l'erogazione dei fondi antiusura nonostante quattordici sentenze dei tribunali amministrativi gli abbiano dato ragione.

Che cosa possono fare allora le istituzioni politiche e imprenditoriali?
Dobbiamo sostenere Nino De Masi con tutte le nostre forze. È uno degli alberi più alti della foresta. La sua sconfitta farebbe arretrare di venti anni la lotta per una Calabria più decente, anzi per una Italia più decente. È questo che vorrei spiegare agli ottusi burocrati del Ministero che si sono intestarditi, negli anni passati, a negare a De Masi l'accesso a risorse pubbliche cui ha diritto. Vorrei spiegarlo anche alla Confindustria calabrese, che potrebbe intervenire, ma so che se ne fregano.

Lei Professore cosa intende fare?
Sto facendo presente a tutti gli organi statali interessati che è nostro dovere sostenere questo simbolo della legalità antimafia. Ho trovato una risposta positiva dal Prefetto di Reggio Calabria. Continuerò con gli altri, a partire dal Commissario nazionale antiusura. E non mi fermerò.

Le istituzioni europee spesso vengono percepite lontane dalla vita e dai problemi reali dei cittadini. In una vicenda come questa come si può dare un segno concreto di vicinanza della politica?
Ormai da due anni sto promuovendo incontri periodici al Parlamento europeo tra sindaci, amministratori locali e imprenditori da un lato, e funzionari della Commissione europea dall'altro. Lo scopo è proprio quello di raccontare quella parte di Sud che funziona contro ogni pregiudizio. Di portare la testimonianza diretta delle realtà più virtuose all'attenzione delle istituzioni di Bruxelles, cercando di accorciare quella distanza tra politica e paese reale di cui spesso si parla.
Ritengo sia necessario trasferire e far conoscere, oltre i confini delle regioni, anche le battaglie e gli esempi positivi come Nino De Masi.

 

 
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