Interviste


La Concordia a Gioia «Una proposta assurda»

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Arlacchi e il futuro dello Scalo portuale

Il Quotidiano della Calabria, 1 feb. 2014

di Michele Albanese

Gioia Tauro – “Miopia politica ma anche tanta pericolosa confusione sul porto di Gioia Tauro”. L’eurodeputato del Pd Pino Arlacchi, gioiese e grande esperto di sicurezza, nonché promotore di ben due edizioni degli “Stati generali del Porto” dice di essere rimasto di stucco quando ha saputo della proposta arrivata da 15 suoi colleghi del centrodestra italiano che hanno chiesto al Presidente del Consiglio Enrico Letta di portare la Costa Concordia a Gioia Tauro per effettuare le operazioni di smantellamento.Una proposta che era arrivata nell’ambito del dibattito sulla scelta del porto calabrese come base per effettuare le operazioni di trasbordo dell’arsenale siriano.

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Arlacchi, dall'Agenda digitale al Mercato unico Europeo. Così si riduce il digital divide

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Primapaginamolise.it, 31 gennaio 2014

di Davide Vitiello

Quinta puntata dell'inchiesta che fa luce sul tema web 2.0 e innovazione digitale all'interno della Pubblica Amministrazione. Dalle criticità che ostacolano il processo innovativo dell'information technology alle proposte mirate a semplificare il rapporto tra P.A. ed utenti attraverso il ricorso al modello del web sociale. Proponiamo oggi una intervista all'onorevole Pino Arlacchi, già Sottosegretario generale delle Nazioni Unite e dal 2009 deputato al Parlamento Europeo per il gruppo "Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici".

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Situazione in Ucraina, l'analisi di Arlacchi a Radio 24

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27 gen. 2014

Pino Arlacchi ospite del programma "Effetto Giorno" condotto da Simone Spetia su Radio 24

Spetia: "Non è che l'Europa li sta lasciando un po' soli questi manifestanti, queste persone che protestano e che chiedono Europa?".

Arlacchi: "Che chiedano Europa in questo momento non mi pare proprio. La piazza è finita in mano a estremisti di ispirazione nazista e neonazista oltre che ai nazionalisti del partito Svoboda ai quali dell'Europa non credo gliene importi molto".

Spetia: "Rimane una parte di manifestanti e persone favorevoli all'accordo con l'Ue, anche - se vogliamo - in una chiave strategica di allontanamento dalla Russia".

Arlacchi: "Favorevoli all'Unione europea significa che devono essere favorevoli anche ai metodi e ai valori della Ue.
Andare in piazza armati e sparare, saccheggiare e distruggere edifici pubblichi, e poi pretendete che il governo faccia quello che loro dicono non mi sembra molto europeo".

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Calabria, Anno Giudiziario, Arlacchi: "Se la malavita cambia dobbiamo farlo pure noi"

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Il parlamentare europeo spiega come si è evoluta la criminalità organizzata.
«Gli omicidi di mafia sono crollati negli ultimi vent'anni. Ora la mafia è diventata invisibile»

l'Ora della Calabria, 26 gen. 2014

di Annalia Incoronato

«La lotta contro la criminalità organizzata è una partita a scacchi. Loro fanno una mossa, noi ne facciamo un’altra e loro fanno la contromossa». Pino Arlacchi oggi è parlamentare europeo ma nella sua carriera professionale ha visto da vicino e analizzato la criminalità organizzata. Ricorda con orgoglio che la legge Pio La Torre, con la quale è stata data la possibilità di aggredire i patrimoni illegali, parte da un suo studio. Tornando all’attualità, l’ultima strategia che i gruppi criminali italiani hanno messo in atto «è stata ridurre al minimo la violenza o la minaccia dell’uso della violenza, infatti gli omicidi di mafia sono crollati negli ultimi vent’anni. Agli inizi degli anni ’90 c’erano 700 omicidi mafiosi in Italia, adesso ce ne sono meno di 100 all’anno, a riprova della loro contromossa. La mafia si è inabissata, è diventata meno visibile e violenta ma più pervasiva».

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Europa-Italia: intervista a Pino Arlacchi di Teleblu

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Pino Arlacchi: "Negli ultimi anni, l'opinione dell'Europa sull''Italia è peggiorata (...). La prima ragione è Berlusconi. La seconda è la crisi economica che in Italia è peggiore che nel resto dell'Europa. Il governo Letta ha fatto pochissimo. Le uniche cose che ha detto di cominciare a fare le ha fatte dopo la segreteria Renzi (...). E' un governo fiacco. I partner europei più importanti vorrebbero vedere un'Italia che sta al passo. Non si può congelare la vita politica di un Paese soltanto perché il Paese ha la presidenza di turno (...).Questo non va usato come un alibi per fare i giochi politici italiani e  e non fare in modo che la dialettica politica cammini (...).
 

 

«Caro Vendola, non serve legalizzare la marijuana»

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Arlacchi: le mafie oggi si arricchiscono ben poco col business della droga

La Gazzetta del Mezzogiorno, 13 gen. 2014

di Benedetto Sorino

Professor Pino Arlacchi, chiediamo a lei, ex direttore dell'ufficio Onu per la lotta contro il traffico di droga, cosa pensa della proposta di Nichi Vendola di legalizzare la marijuana. Servirebbe ad ostacolare le mafie che si arricchiscono anche attraverso questo business criminale?
Dico a Vendola che la sua non è una proposta originale, anzi è fra le più ricorrenti, ogni tanto torna alla ribalta. Oggi
non ha senso, il quadro è sicuramente cambiato.
Perché si dice scettico? La legislazione italiana in questo campo non ha forse bisogno d’essere rinnovata?
Di certo nel nostro Paese occorre un aggiornamento legislativo, penso alla legge Fini-Giovanardi, ovviamente. Qualche
cambiamento è necessario, ma va detto chiaramente che l’impianto complessivo della normativa europea sulle droghe regge e ha prodotto finora buoni risultati.
Il suo parere sembra del tutto controcorrente.
In Italia bisogna smetterla con i catastrofismi, con le assurde esagerazioni. Vogliamo distruggere i due pilastri
dell’approccio europeo che hanno dato colpi decisivi alla lotta contro il narcotraffico?

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Afghanistan, i militari si ritirano: avanza l’oppio

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Rimpatriati 400 bersaglieri che non saranno sotituiti: riduzioni in tutti i contingenti La produzione di oppio aumentata del 50% rispetto al 2012. Arlacchi: "Quanti soldi sprecati"

Il Piccolo

di Pierpaolo Garofalo, 5 dic. 2013

La presenza militare internazionale in Afghanistan si assottiglia ogni mese di più e, parallelamente, in barba ai comunicati ufficiali della missione a guida Nato, l'Isaf (International Security Assistance Force) e dei suoi contingenti nazionali il potere dei talebani si rafforza. Così come quello della galassia dei "signori della guerra" e "signori della droga", che spesso coincidono. Entrambe le circostanze accadono anche nel Settore Ovest della missione, a comando italiano. In questi giorni hanno lasciato il Paese, consegnando all'esercito afgano le basi avanzate di Farah e Bala Balouk, circa 400 bersaglieri del 6.o Reggimento di Trapani. I "fanti piumati" non saranno rimpiazzati, come previsto dal ridimensionamento e dalla riconfigurazione dell'impegno internazionale e tricolore nella nazione asiatica: da "combat" e supporto operativo sul terreno a sostegno alla pianificazione, intelligence e addestramento.

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L'Aquila, Maria Falcone e Pino Arlacchi al convegno dedicato a Falcone

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Abruzzoweb.it, 29 nov. 2013

Maria Falcone: ''La mafia un problema europeo''
Pino Arlacchi: ''Sconfitta quella che sfidava lo Stato''

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Mafia: Arlacchi "Ora sopravvive, ma da Falcone colpo decisivo"

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(ANSA) - L'Aquila, 29 nov. 2013 - "Il colpo che Giovanni Falcone, insieme a Paolo Borsellino, ha inferto a Cosa Nostra è stato decisivo. La mafia terroristica, la mafia del sangue e della violenza è stata sconfitta. Purtroppo, però, sopravvive sotto forme più insidiose, ma ha dovuto rinunciare al suo progetto di sfida diretta allo Stato". Così Pino Arlacchi, sociologo, ex Vice Presidente della Commissione Antimafia ed ex Vice Segretario Generale ONU,  all'Aquila al Convegno "Che cosa significa essere europeo? Giovanni Falcone e il contributo dell'Italia alla legalità internazionale"

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Molise, Arlacchi con i giovani di Guglionesi

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Tg3 Molise, 16 nov. 2013, edizione delle 14

Servizio di Lorenzo Gambatesa

Pino Arlacchi: "Il nostro futuro, non solo nei partiti politici, ma anche in Italia dipende dalla nostra capacità di sostenere la battaglia per la democrazia e la legalità"

 


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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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