Porto di Gioia Tauro questione nazionale

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Calabria Ora, 17 sett. 2012 (ed. Reggio Calabria e provincia)
di Sandro Principe

Porto di Gioia, prioritaria questione nazionale
La questione Gioia Tauro è importante e delicatissima per la Calabria e per l'Italia e merita, pertanto, di vedere intraprese iniziative
serie nelle sedi istituzionali. Gioia Tauro rappresenta, infatti, un'eccellenza per la nostra regione ed è necessario che il Governo
centrale e quello regionale assumano posizioni chiare, nette e impegnative al riguardo.
Il porto di Gioia Tauro deve essere riconosciuto, una buona volta per tutte, come punto di riferimento dell'Italia e dell'Europa per
il traffico merci che attraversa il Mediterraneo, in modo particolare quello proveniente dall'Estremo Oriente, perchè il Mar Mediterraneo ha ritrovato una sua centralità nei traffici commerciali marittimi.
In questo nuovo scenario il porto di Gioia Tauro può e deve diventare la porta d'Oriente dell'Europa per i Paesi dell'Estremo Oriente
e per quelli del continente africano. Ovviamente, affinché ciò si realizzi la nostra regione deve essere dotata di infrastrutture adeguate e moderne, a livello stradale e ferroviario.

Ciò significa un'autostrada, la Sa-Re, di tipo europeo, la velocizzazione della linea ferroviaria tirrenica, il collegamento ferroviario di Gioia Tauro con il porto di Schiavonea, attraverso la ristrutturazione della tratta Paola-Sibari; unitamente al raddoppio e all'elettrificazione della linea ferroviaria ionica e all'ammodernamento della Ss 106 ionica, almeno da Taranto a Sibari. Questo disegno infrastrutturale metterebbe Gioia Tauro in collegamento con l'Europa centrale e orientale e con i Balcani, tramite il sistema autostradale, ferroviario e portuale della dorsale Adriatica-Jonica. Per raggiungere l'auspicato obiettivo del rilancio, inoltre, serve una rapida attuazione dell'Apq "Gioia Tauro". Anche il Distretto tecnologico della Trasformazione e della Logistica, avviato dal Governo regionale di centrosinistra, caduto in questi ultimi due anni nell'oblio, va potenziato, soprattutto nella ricerca di come approfittare delle merci che transitano da Gioia Tauro per far sviluppare un polo produttivo nell'entroterra. Inoltre, per rendere competitive le aziende che operano nel porto, da anni proponiamo un pacchetto di agevolazioni fiscali e contributive, da porre in essere d'accordo con l'Unione europea. Abbiamo più volte affermato, e lo ribadiamo con forza, infine, che è necessario riattivare il Tavolo interministeriale per Gioia Tauro presso la presidenza del Consiglio, poiché il rilancio del porto di Gioia Tauro non è questione solamente calabrese, ma, per come detto, nazionale.
In questo contesto il Partito democratico, quale grande partito nazionale che da più tempo ha assunto la questione meridionale
come questione di carattere nazionale, si batterà per il rilancio di Gioia Tauro e per lo sviluppo della Calabria. Sosterremo,
perciò, con lealtà tutte le azioni che saranno intraprese in difesa del porto di Gioia Tauro che, oggettivamente, rappresenta una eccellenza di tale importanza per la collettività calabrese da meritare il responsabile impegno di tutti.
Non posso non plaudire, infine all'iniziativa organizzata dall'onorevole Arlacchi, per la qualità e il valore delle personalità interessate
e per i temi trattati. Da quanto sopra detto, inoltre, emerge l'importanza della Unione europea per potenziare il ruolo del
porto e per autorizzare la fiscalità di vantaggio. Molto rilevante la riflessione sulla sicurezza e sul rispetto della legalità. Gioia Tauro
evidenzia quanto sicurezza e rilancio delle infrastrutture siano decisive per la crescita del Mezzogiorno.
Per condurre le battaglie più sopra evidenziate i democratici calabresi continueranno nel loro impegno, così come egregiamente
sta facendo a Bruxelles l'onorevole Arlacchi.


Sandro Principe
Capogruppo del Pd alla Regione

 

 
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