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E le invasioni bibliche del Nordafrica? La Ue smentisce la Lega

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l'Unità,14 lug.2011

di Pino Arlacchi

Le interrogazioni scritte sono uno degli aspetti più frustranti della routine del parlamentare europeo. E ciò a causa della qualità bassa delle risposte che si ottengono dalla Commissione europea. Ma ci sono eccezioni, e chi scrive si è trovato sulla scrivania un documento pieno di dati sostanziosi sui flussi migratori degli ultimi mesi verso la Ue.  Avevo chiesto alla Commissione se le cifre a sua disposizione giustificassero l´allarme leghista su un imminente esodo di massa dal Nordafrica come conseguenza della Primavera democratica in corso, e quale fosse la sua stima della quantità di migranti necessari alla Ue per mantenere gli standard economici attuali.
La risposta che ho ricevuto è stata netta. «Come conseguenza della transizione democratica iniziata in Tunisia nei primi giorni del 2011, in pochi mesi circa 23mila migranti tunisini hanno lasciato il loro Paese e sono entrati in modo irregolare nella Ue».

Come si vede, è una cifra minima, una goccia nel mare dei 500 milioni di europei e dei 60 milioni di italiani, lontanissima dalle balle sparate dai leghisti. Ma se l´invasione fosse un fenomeno in progress, preannunciato da cifre crescenti di
immigrati clandestini negli ultimi mesi, arrivati anche da altri paesi Nordafricani? La valutazione della Commissione su questo punto è ancora più univoca. «A partire da aprile, il numero dei migranti irregolari partiti dalla Tunisia si è ridotto. Benché anche in Egitto si sia verificata una transizione democratica, il numero dei migranti giunti irregolarmente nel territorio dell´Ue da quel Paese resta limitato». E l´esplosione delle fughe dalla Libia, venuta meno la diga Gheddafi? «Dal febbraio 2011, circa 800mila persone sono sfuggite alla repressione e al conflitto in Libia. Di questi, tuttavia, solo un numero limitato (circa 15mila) sono riusciti a raggiungere la Ue attraversando il Mediterraneo, mentre tutti gli altri hanno trovato ospitalità nei paesi africani vicini e, laddove possibile, sono stati successivamente rimpatriati nei rispettivi Paesi di origine». Nonci si dovrebbe vergognare a parlare di emergenza di fronte a cifre cosi «risibili»? E non ci dovrebbe essere una reazione ancora più forte dell´opinione pubblica
e della politica seria di fronte alla cinica speculazione che la destra italiana e francese sta compiendo sulla pelle di 38mila migranti dal Nordafrica, lo 0,008% del carico demografico del nostro continente?
La mia seconda domanda riguardava il pool annuale di emigrati necessari per far funzionare l´economia europea in modo da garantire il mantenimento degli attuali livelli di benessere. La risposta documentata della Commissione è che il rischio maggiore per noi non è l´eccesso di popolazione rispetto al nostro territorio e alle nostre risorse, ma il suo esatto opposto. Per mantenere costante agli attuali livelli la quota di popolazione in età lavorativa rispetto alla popolazione totale, l´Europa - afferma la Commissione - dovrebbe essere in grado di accogliere più di 25 milioni di unità nel periodo 2008-2020, oltre 2 milioni all´anno. È sulla base di questi dati che vanno combattute le ansie diffuse dai costruttori di paura, e vanno elaborate politiche di accoglienza e di integrazione all´altezza della civilità europea.

 
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Pino ArlacchiNon sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.

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