Bruxelles, 8 apr. 2010
È un accordo storico, ma al tempo stesso è un'altra tappa del lungo cammino della pace globale. Nel giorno in cui i media di tutto il mondo accendono giustamente le luci sulla firma del nuovo trattato Start tra Stati Uniti e Russia per la riduzione dei rispettivi arsenali nucleari, l’Europa sa di non essere soltanto spettatrice. I sentimenti del nostro continente sono molto più avanti rispetto a quelli che ispirano lo Start 2. Posso testimoniarlo nel mio ruolo di europarlamentare e di studioso impegnato da anni su questa frontiera. Poco più di un mese fa, il 3 marzo, il Parlamento europeo ha approvato una importante risoluzione che incorpora una proposta di cui sono primo firmatario a nome del gruppo ALDE. La risoluzione contiene una serie di proposte radicali sulla non proliferazione delle armi atomiche.





Non sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.


