2 nov. 2012 - Pino Arlacchi ospite di Sky Tg 24 pomeriggio in occasione della campagna di Amnesty International "Io sono la voce" contro la violazione dei diritti umani delle donne in Medio Oriente e Nordafrica.
Onorevole Arlacchi, quanto la repressione nei confronti delle organizzazioni malavitose può avere efficacia senza una radicale permeazione del territorio da un punto di vista sociologico? E quanto la stessa conformazione geoarchitettonica (le Vele di Scampia e i rioni dormitorio di Secondigliano) dei quartieri in cui si combatte la nuova faida per il controllo della droga può influire su una 'deviazione' sociale che porta nei 'serbatoi' delle stesse cosche nuovi affiliati o fiancheggiatori?
«La repressione risolve nell’immediato, ma a lungo termine contano fattori diversi, quali per esempio la fine della segregazione abitativa, i programmi mirati di aumento dell’ occupazione e dell’ associazionismo giovanile. Ho già detto in varie sedi che nel caso di Secondigliano e di Scampia siamo in presenza di situazioni di gangsterismo urbano collegate alla camorra abbastanza atipiche. Scampia è un isola di emarginazione e disastro urbano che continua a produrre un numero sproporzionato di giovani disposti a mettere a rischio la vita propria e quella altrui a prezzi molto bassi o in cambio di nulla più che di una integrazione fittizia dentro un gruppo. Il serbatoio di killer, reali e potenziali, si è grandemente ridotto negli ultimi trent’anni in tutto il Sud. Ciò ha fatto diminuire le perdite umane delle guerre criminali, ma ci sono eccezioni come Secondigliano e Scampia».
Questo articolo è stato interamente ripreso dalla BBC Monitoring European il 30 ottobre scorso. Il testo è disponibile nella versione inglese di questo sito.
La disinformazione sul programma nucleare iraniano ha raggiunto negli ultimi mesi il limite di guardia. Il partito della guerra contro l’Iran è più attivo che mai sia negli Usa che in Israele e in Europa. Poiché ogni guerra si basa su una menzogna più o meno grande, è importante che l’opinione pubblica conosca i tratti essenziali della bugia che sta venendo confezionata allo scopo di ripetere, dieci anni dopo, il disastro della guerra contro l’Irak.
Molti sono convinti che il governo iraniano abbia imboccato la strada della costruzione della bomba atomica e che l’unico modo per fermarlo sia quello di sanzionarlo a tutto spiano, isolarlo, minacciarlo di un attacco militare, colpirlo con le uccisioni mirate di scienziati e con la guerra informatica. Secondo questo modo di pensare, altri metodi sono destinati a fallire, perché gli ayatollah non hanno intenzione di trattare sul serio e vogliono solo guadagnare tempo per consentire ai loro tecnici di progredire verso la fabbricazione della bomba .
Da tre anni il governo americano, con l’ assenso totale della Ue, propaganda questa visione delle cose. Adottata senza fiatare dai media occidentali, essa tace sulla posizione iraniana e minimizza o nasconde le informazioni sulle proposte di soluzione alternative.
"I mafiosi nelle carceri sarde? E' una scelta dissennata. Sul piano tecnico e anche sul piano politico. Le vostre istituzioni devono far muro per fermare queste decisioni". A dirlo a SardiniaPost è Pino Arlacchi, uno dei massimi esperti mondiali di sicurezza
Ci dica dell'aspetto tecnico.
"I detenuti legati alla criminalità organizzata non vanno mai concentrati ma, al contrario, vanno "disseminati". Lo sa chiunque si occupi di sicurezza e di amministrazione penitenziaria. Se li concentri, non puoi che averne prima o poi degli effetti negativi. Metterli nello stesso territorio, per giunta in piccole carceri, significa proprio andare a cercarsela".
Anche in Sardegna? Lei ha scritto un libro intitolato "Perché in Sardegna non c'è la mafia" (AM&D editore) dove dimostra che il nostro è un terreno sociale e culturale poco favorevole a Cosa Nostra e soci.
"Certo. Infatti la Sardegna è stata già messa alla prova da questo punto di vista e ha dimostrato di saper resistere alle infiltrazioni. Ma non si capisce proprio perché si debba continuare a forzare la situazione. E' un'ulteriore manifestazione dell'atteggiamento diciamo 'nordista' e tecnocratico di queso governo. Su un altro fronte stanno facendo la stessa cosa: in Calabria nella Piana di Gioia Tauro. Esistono già due inceneritori e vogliono costruire un rigassificatore...
EUROPARLAMENTARE PD NOMINATO PER LOTTA MAFIA E CORRUZIONE
(ANSA) - Catanzaro, 16 ott. 2012 - L'europarlamentare Pd/S&D Pino Arlacchi, tra i massimi esperti di criminalità internazionale, è stato nominato consigliere speciale del Primo ministro della Romania, Victor Ponta, per la lotta contro la mafia e la corruzione.
''Ringrazio il premier della Romania per questo riconoscimento'', dichiara Pino Arlacchi. ''Metto a disposizione del suo Paese l'esperienza di 35 anni di studio e di azione contro la criminalità e il malaffare politico. Una strategia più incisiva contro le mafie e la corruzione può essere un contributo potente al futuro democratico della Romania ed alla sua più profonda integrazione nell'Unione Europea. Preciso - prosegue Arlacchi - che anche questo incarico, come quelli analoghi che ho ricevuto in passato per la Cina, il Brasile e l'Azerbaijan, non sarà in alcuna forma remunerato''. Ex vicesegretario generale Onu, Pino Arlacchi e' stato direttore dell'Undcp (Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine) e direttore generale dell'ufficio delle Nazioni Unite a Vienna. E' noto in Italia e al mondo per i suoi studi sulla mafia.
Come i lettori possono constatare, il resoconto della riunione del Pd regionale che si è svolta il 15 ottobre a Lamezia Terme, conferma in pieno la mia presa di posizione espressa nell'intervista al Quotidiano della Calabria
L'intervista, di Massimo Clausi, 16 ott.2012
«Quanto accaduto a Vibo Valentia è un segnale molto serio dello stato in cui si trova il Pd»
Pino arlacchi, europarlamentare e responsabile del dipartimento politiche internazionali del Pd è uno che non usa il politichese e le cose non le manda certo a dire. È amareggiato per come vanno le cose nel partito che descrive in uno stato di "disagio molto serio" e per lui questa situazione ha un nome e cognome ben preciso: Alfredo D'Attorre, il commissario mandato da Roma.
«Lo stato di disagio che vive la base del partito è molto grande, aggravato dalla scelta irresponsabile del commissario di non aver fatto celebrare i congressi. Bene hanno fatto quelli di Vibo Valentia ad auto-convocarsi, piuttosto mi meraviglio che altri non abbiano fatto lo stesso».
Ma perché non si sono celebrati i congressi?
«Lo chieda a D'Attorre perché io non l'ho capito. Le motivazioni adottate sono risibili "perché ci sono troppi candidati?" Che dovevamo fare un congresso sovietico? ».
Pino Arlacchi: "Non c'è mai stato alcun negoziato tra le Autorità più alte dello Stato e i capi di Cosa Nostra". Trattativa questo significa trattativa. Ci sono sempre stati contatti tra singoli esponenti delle forze dell'ordine e confidenti mafiosi a vario titolo. Ma queste non sono trattative, sono il lavoro ordinario delle forze dell'ordine che utilizza ancora il vecchio metodo dei confidenti: è l'unico fatto giudiziario accertato a questo riguardo. Tutto il resto è una grande esagerazione".
La nuova vittoria di Chavez può sorprendere solo chi ignora i dati di fondo della situazione del Venezuela, e chi è vittima del diluvio di disinformazione che ha creato la falsa immagine del caudillo autoritario dedito allo sperpero delle risorse pubbliche, dentro un paese allo sbando, sempre sull'orlo del collasso politico ed economico.
Era semplicemente logico, invece, che Chavez vincesse. E vincesse anche contro un avversario non di destra, che prometteva di continuare e non di smantellare le politiche chaviste.
Si dà il caso, infatti, che anche i poveri votino, e che siano tanti. E che quando vanno a votare convinti in libere elezioni, formino un blocco difficile da smontare.
Cosenza - Primarie, programmi, Mezzogiorno, Calabria. L'eurodeputato del Pd Pino Arlacchi interviene nel dibattito in corso tra i democrat.
Onorevole Arlacchi, partiamo dalle primarie: Bersani o Renzi...
«Io sono con Bersani, per il quale nutro grande stima, ma penso che il fenomeno Renzi e le istanze di cui è portatore rappresentano un grande contributo al partito. Penso che Bersani prevarrà ma penso anche che Renzi sarà stato vitale per dare una scossa al partito. E se il Pd si spaccherà sarà colpa non di Renzi, ma del Pd».
Benvenuti nel mio sito. Qui potete farvi un’idea di chi sono, e trovare notizie e documenti sulle mie opere e sui miei giorni.
Non sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.
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