“Sapere che esistono organizzazioni come quella di Gino Strada in Afghanistan è incoraggiante”. Esordisce così l’europarlamentare Pino Arlacchi, nel suo intervento al meeting nazionale di Emergency a Firenze. Arlacchi, professore di sociologia, tra i fondatori della Dia, ha diretto l’unità anti-droga delle Nazioni Unite dal ’97 al 2002. Il suo mandato è coinciso con il contrasto all’attività del narcotraffico, ripresa in Afghanistan nel 2000, dopo il bando dei talebani. Arlacchi ha parlato degli orrori della guerra citando l’esperienza della psichiatria militare.
Colpisce la scarsa retorica dei commenti americani al decennale dell’11 settembre. E domina un po’ dovunque la voglia di uscire dalla sbornia di esagerazioni e di vuota magniloquenza che ci hanno annebbiato nelle settimane successive all’attentato. Nessuno parla più, a proposito di lotta al terrorismo, di scontro epocale o di terza o quarta guerra mondiale.
L’11 settembre non ha inaugurato una nuova era, basata sullo scontro di civiltà, e non ha rappresentato né una vittoria né una sconfitta del fondamentalismo islamico: Al Queda era già in declino, al pari dell’intera galassia del terrorismo internazionale, e da molti anni.
ANSA- Bruxelles, 31 ago. 2011 - L'Unione europea dovrebbe stanziare 30 milioni di euro per aiutare l'Afghanistan a eliminare le coltivazioni di oppio e sostituirle con produzioni alternative. E' quanto ha chiesto oggi la commissione Esteri dell'Europarlamento, approvando all'unanimita' una proposta dal deputato del Pd Pino Arlacchi.
[…] Giampaolo Musumeci: Come si fa a costruire un terrore, una paura del diverso? Pino Arlacchi: "Innanzitutto amplificando la diversità, amplificando i problemi di convivenza con culture e società, ideologie e valori diversi. Purtroppo è diventata una industria di grandi dimensioni che è riuscita
a farci pensare che viviamo in un mondo dove aumentano i conflitti, dove aumenta la violenza, dove cresce la criminalità, mentre in realtà avviene esattamente il contrario […]
(AGI) - Bruxelles, 15 lug. 2011 - Per Pino Arlacchi il graduale ritiro dall'Afghanistan avviato dalle truppe dell'Isaf non deve indurre a pericolosi ottimismi. "C'e' il rischio", ha spiegato il vicepresidente della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l'Afghanistan, "che il progressivo disimpegno delle forze alleate diffonda nell'opinione pubblica l'erronea sensazione che la situazione sia ormai sotto controllo".
Le interrogazioni scritte sono uno degli aspetti più frustranti della routine del parlamentare europeo. E ciò a causa della qualità bassa delle risposte che si ottengono dalla Commissione europea. Ma ci sono eccezioni, e chi scrive si è trovato sulla scrivania un documento pieno di dati sostanziosi sui flussi migratori degli ultimi mesi verso la Ue. Avevo chiesto alla Commissione se le cifre a sua disposizione giustificassero l´allarme leghista su un imminente esodo di massa dal Nordafrica come conseguenza della Primavera democratica in corso, e quale fosse la sua stima della quantità di migranti necessari alla Ue per mantenere gli standard economici attuali.
La risposta che ho ricevuto è stata netta. «Come conseguenza della transizione democratica iniziata in Tunisia nei primi giorni del 2011, in pochi mesi circa 23mila migranti tunisini hanno lasciato il loro Paese e sono entrati in modo irregolare nella Ue».
Agropoli, Convegno sui Fondi Europei - 11 lug. 2011
Fondi Europei, Pino Arlacchi: "Mettere in pratica regole di buona amministrazione per far tornare ai cittadini i fondi sotto forma di i progetti finanziati, opere pubbliche, contributi allo sviluppo [...] Occorre associarsi e denunciare con grande forza ingiustizie e storture".
Segui l'intervista all'europarlamentare Pino Arlacchi su CilentoChannel.it
Creare un tavolo di coordinamento con consultazioni periodiche per avviare un filo diretto tra enti locali e Unione europea e superare l’impasse burocratico che, tra ritardi e inefficienze, ostacola l’erogazione e quindi l’utilizzo dei Fondi europei a disposizione del territorio. E’ la proposta emersa nel corso del convegno “Fondi europei: che fine hanno fatto?”, organizzato ad Agropoli dal Gruppo S&D del Parlamento europeo e al quale hanno partecipato sindaci e amministratori locali della provincia di Salerno. Il dibattito è stato presieduto dall’eurodeputato Pd per l’Italia del Sud Pino Arlacchi che, nelle ultime settimane, ha chiesto alla Commissione europea di indagare sulle inadempienze dell’amministrazione regionale della Campania nella distribuzione delle risorse comunitarie.
L’europarlamentare Pino Arlacchi promuoverà a Bruxelles un momento di valorizzazione delle eccellenze amministrative del Sud, tra le quali sarà portata anche l’esperienza virtuosa dell’amministrazione comunale di Agropoli guidata dal sindaco Franco Alfieri.
Lo ha annunciato nel corso del convegno “Fondi Europei: che fine hanno fatto...?” , organizzato dal Gruppo S&D l' 11 luglio, nell’aula consiliare del Comune di Agropoli, alla presenza oltre che degli amministratori agropolesi anche di numerosi sindaci dei comuni del territorio cilentano.
Agropoli. L’europarlamentare Pino Arlacchi promuoverá a Bruxelles un momento di valorizzazione delle eccellenze amministrative del Sud, tra le quali l’esperienza virtuosa dell’amministrazione guidata dal sindaco Franco Alfieri. Lo ha annunciato nel corso del convegno "Fondi Europei: che fine hanno fatto?", tenutosi lunedì nell’aula consiliare. L’incontro è stata occasione per riflettere sulla vicenda che ha accompagnato, nell’ultimo anno, la programmazione europea 2007-2013 della Regione.
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Non sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.
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