(ANSAmed) - Bruxelles, 9 dic - L'eurodeputato Pd/S&D Pino Arlacchi, insieme ai suoi colleghi Ivo Vajgl (ALDE), Mojca Kleva (S&D), Isabella Lövin (Gruppo dei Verdi), il 10 e l'11 dicembre, si recherà nel Sahara occidentale, nei campi profughi di Tindouf.
Arlacchi: " Il mio interesse è quello di sviluppare uno strategico sistema intorno allo scalo calabrese che, viste le sue dimensioni internazionali, è chiamato a fare da traino nella crescita del Sud d’Italia e dell’intero Paese".
Venerdì scorso l’europarlamentare Pino Arlacchi ha fatto visita al porto di Gioia Tauro insieme al presidente dell’Interporto di Bari Davide De Gennaro. Il tour dell’area ha avuto inizio dall’Autorità portuale dove si è tenuto un incontro istituzionale per discutere del porto e delle sue potenzialità nel circuito dei traffici internazionali. Nel corso della riunione sono state illustrate le dotazioni infrastrutturali dello scalo che lo rendono tra i più infrastrutturati del Mediterraneo. Dall’incontro è scaturito il particolare interesse del presidente dell’Interporto di Bari alla creazione una joint venture con Gioia Tauro. L’obiettivo è quello di creare una via di trasporto intermodale eccellente che possa trasferire i container dalla Calabria al Nord Italia e al Sud Europa, passando da Bari, e viceversa.
La Vicepresidente della Regione Antonella Stasi ha partecipato a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, ad un incontro per discutere del Porto di Gioia Tauro. Tra i presenti alla riunione, organizzata dall’Europarlamentare Pino Arlacchi anche il Sindaco di Gioia Tauro Bellofiore, il Presidente dell’Autorità Portuale Grimaldi, il Presidente dell’Interporto di Bari Degennaro insieme all’Amministratore Vailati, il Responsabile di Rfi Battista, il Funzionario della Commissione Europea settore Affari regionali De Rose, il Responsabile del programma operativo della Calabria Murgia e diversi funzionari della Commissione Europea.
L’incontro è stato utile per fare il punto della situazione circa lo stato di attuazione dell’Apq di Gioia Tauro e soprattutto sulle azioni di Rfi che ammontano a circa 280 milioni di euro.
L'eurodeputato, Rapporteur per il Pe sulla Nuova strategia dell'UE in Afghanistan: “Gli attentati sono una dimostrazione da parte dei talebani che gran parte della propaganda di questi ultimi mesi sulla sicurezza migliorata dell’Afghanistan non ha molta ragione di esistere”.
Fra pochi anni l’Ue potrebbe pentirsi delle scelte che sta facendo nei confronti della Turchia: è giunto il tempo di rimuovere una volta per tutte gli ostacoli posti alla sua adesione. Lo stesso discorso vale per la Serbia, un paese che avrebbe già dovuto far parte del club europeo da molti anni. E’ quanto sostiene in un’intervista a “Nova” Pino Arlacchi, eurodeputato del Partito democratico italiano, membro della commissione Esteri ed ex vice segretario generale delle Nazioni Unite. Di ritorno da una missione in Turchia, Arlacchi racconta di avere avuto “un’ottima impressione” del paese.
«Dobbiamo sostenere con ogni forza l’intervento della Turchia quale mediatore nello scacchiere afgano; premere su Ankara perché funga da facilitatore privilegiato di una soluzione pacifica dell’interminabile guerra: ne ha le possibilità». L’europarlamentare Pino Arlacchi, già Relatore del Rapporto Ue per la stabilizzazione del Paese asiatico e appena rientrato dalla nazione di Ataturk, è deciso nell’indicare quella che ritiene l’unica opzione realistica per tentare una svolta nella pluridecennale crisi. Lo fa mentre a Kabul continuano a piovere razzi sulla Loya Jirga, la Grande Assemblea di 2mila delegati, specie capi tribali, che dovrebbe consigliare il presidente Karzai su un accordo strategico con gli Usa e i passi da compiere nel processo di pace.
Dialogo con l'opposizione armata e i talebani. Di questo tema discute oggi la Loya Jirga, la grande assemblea consultiva afgana formata da oltre 2000 delegati. "E' un passaggio fondamentale per la crescita della democrazia nel Paese", sottolinea Pino Arlacchi, europarlamentare ed estensore del rapporto sulla nuova strategia dell'Ue per l'Afghanistan. Un rapporto in cui Arlacchi denuncia, pero', la grave dispersione dei fondi - anche europei - destinati al Paese.
Pino Arlacchi, Criminologo internazionale, ex direttore della UNDCCP, racconta i risultati raggiunti all'International Forum on Crime and Criminal Law in the Global Era, che si e' tenuto a Pechino ad ottobre.
Pechino, 15 nov. - “La Cina non ha nessuna voglia di seguire gli Stati Uniti nella visione che gli Usa hanno del terrorismo e che cercano di esportare altrove”: il parlamentare europeo Pino Arlacchi, criminologo internazionale, ex direttore della UNDCCP (ufficio dell’ONU per il controllo delle droghe e la prevenzione della criminalità organizzata) racconta così i risultati raggiunti all’International Forum on Crime and Criminal Law in the Global Era, che si è tenuto a Pechino alla fine di ottobre.
Current arrangements for managing EU funds in Afghanistan are inadequate. If certain preconditions were met, direct EU budget support to Afghanistan would be more appropriate, as it could achieve sustainable, long-term-oriented results, said the Budgetary Control Committee on Thursday.
Following a critical report by Pino Arlacchi (S&D, IT), entitled "New strategy for Afghanistan", the Budgetary Control Committee decided to look into the budgetary control of EU funds in Afghanistan, where there is a high risk of fraud and corruption.
(Agenparl) - Roma, 09 nov. 2011 - L'eurodeputato Pd/S&D Pino Arlacchi sarà in visita ufficiale ad Ankara, il 10 e l'11 novembre. Insieme ad altri parlamentari della Commissione Affari Esteri-Afet, incontrerà il Presidente della Repubblica turca Abdullah Gül, il ministro della Giustizia Sadullah Ergin, il ministro degli Interni Idris Naim Sahin, l'ambasciatore americano in Turchia Francis J. Ricciardone, il Presidente della Commissione Diritti umani del Parlamento turco Ayhan Sefer Ustun.
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Non sono una persona complicata. La mia vita pubblica ruota intorno a due cose: il tentativo di capire ciò che mi circonda, da sociologo, e il tentativo di costruire un mondo più decente, da intellettuale e militante politico.
L'Antidiplomatico, 25 Aprile 2020
Professore, come commenta l’ accordo del Consiglio Europeo dell’ altro ieri che ratifica le conclusioni dell’ Eurogruppo...
L'Antidiplomatico, 24 Aprile 2020
Circola una retorica sensazionalista che vede la sindrome del Coronavirus come una svolta radicale della storia moderna:...
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